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	<title>Sistema Teatro Torino</title>
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		<title>Elettra, ritmo straordinario e modernità dello scandaglio psicologico</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2016 12:00:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[«Lo Stabile di Torino per me è una casa». Parla Giuliano Scarpinato, responsabile della regia, elaborazione drammaturgica e progetto scenico di Elettra di Hugo von Hofmannsthal, al Teatro Gobetti il 9 e 10 gennaio 2017 nell’ambito de Il cielo su Torino, il settore del cartellone dedicato alle realtà emergenti. Lo spettacolo è recitato da Elena [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone  wp-image-6475" src="/wp-content/uploads/ELETTRA_nuove.jpg" alt="ELETTRA_nuove" width="600" height="285" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">«Lo Stabile di Torino per me è una casa». Parla Giuliano Scarpinato, responsabile della regia, elaborazione drammaturgica e progetto scenico di <em>Elettra</em> di Hugo von Hofmannsthal, al Teatro Gobetti il 9 e 10 gennaio 2017 nell’ambito de <em>Il cielo su Torino, </em>il settore del cartellone dedicato alle realtà emergenti. Lo spettacolo è recitato da Elena Aimone, Anna Charlotte Barbera, Lorenzo Bartoli, Elio D’Alessandro, Raffaele Musella, Giulia Rupi, Eleonora Tata, Francesca Turrini, Valentina Virando ed è prodotto da Wanderlust Teatro.</p>
<p style="text-align: justify;">«A Torino ho studiato, sono tornato a recitare e portarvi un lavoro che ho voluto, diretto e prodotto, è una bella emozione».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come è arrivato a questa <em>Elettra</em>?<br />
</strong>«Nacque per il Festival Dionisiache di Segesta due anni fa. Nel corso di una residenza creativa il direttore artistico mi chiese un testo che si inscrivesse nel programma realizzato per il suggestivo tempio dorico. Durante gli anni della scuola allo Stabile di Torino mi ero imbattuto in questa <em>Elettra</em> e mi aveva colpito il ritmo straordinario, la modernità dello scandaglio psicologico. È una storia eccezionale e universale, un interno famiglia pieno di ambiguità».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lei qui è un regista, ma la Scuola dello Stabile non è un percorso di formazione per attori?<br />
</strong>«Quasi per gioco Mauro Avogadro, che allora la dirigeva, decise di inserire tra i progetti di specializzazione del terzo anno una messinscena con un gruppo di allievi diretto da un altro allievo: così mi ritrovai regista; potevamo disporre di un piccolo budget e di tutte le scenografie dei magazzini. In quell’occasione mi accorsi che la regia mi entusiasmava».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tornando a <em>Elettra</em>, ha vinto il Premio Attilio Corsini 2016 che è un riconoscimento rivolto ad artisti under 35: il suo è uno spettacolo giovane?<br />
</strong>«Sì, perché <em>Elettra</em> è una storia di persone giovani. Va sottolineata la sproporzione tra la giovanissima età dei protagonisti e la responsabilità della missione che grava sulle loro spalle. I fratelli Elettra, Crisotemi e Oreste sono chiamati a vendicare il padre Agamennone ucciso dalla loro madre Clitemnestra, ma l’intreccio è ben più complicato. Agamennone, per andare alla guerra di Troia, sacrifica la figlia Ifigenia, Clitemnestra non lo perdona, nei lunghi anni di lontananza per il conflitto i coniugi si tradiscono, alla caduta di Troia Agamennone torna e Clitemnestra, con l’ausilio dell’amante Egisto, lo uccide. In Hofmannsthal il personaggio di Clitemnestra è gigantesco, perché la madre si rapporta quasi alla pari con la figlia Elettra raccontandole lo sfacelo del suo matrimonio e anche del suo amore, ormai spento, con Egisto. Clitemnestra è una donna consunta ed è come se chiedesse alla figlia la medicina».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lei come ha selezionato gli attori?<br />
</strong>«Volevo che fossero realmente giovani. Elena Aimone ha 33 anni, è Clitemnestra, recita la difficoltà di reggere  questo enorme dolore. Sono tutti dei pulcini schiacciati dalla ruspa della storia, è molto moderno, rispecchia la mia generazione, pressata dal peso di un passato non risarcito».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il concetto di responsabilità secondo lei arriva al pubblico?<br />
</strong>«Certi testi riescono a riportare in vita la funzione originaria del teatro, un rito da condividere che non pacifica ma suscita domande».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qual è il motivo che l’ha indotta a preferire Hofmannsthal ai greci?<br />
</strong>«A differenza dei precursori l’autore austriaco fa un’operazione di sintesi geniale, tra gli albori della psicanalisi e il mito millenario».</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>Maura Sesia</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Teatro Gobetti</strong><br />
<strong>9 e 10 gennaio 2017</strong></p>
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		<title>L&#8217;Orlando bifronte di Silvia Battaglio</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2016 11:51:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il punto di partenza, l&#8217;Orlando di Virginia Woolf, è uno dei romanzi simbolo del Ventesimo secolo, pagine immaginate e costruite intorno alla figura di un nobile fanciullo della terra d&#8217;Albione destinato a diventare icona di quel mito androgino tanto caro alla sua autrice: lo spettacolo, Orlando. Le primavere, è per Silvia Battaglio la nuova tappa [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone  wp-image-6472" src="/wp-content/uploads/orlando1.jpg" alt="orlando" width="600" height="285" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Il punto di partenza, l&#8217;<strong><em>Orlando</em></strong> di Virginia Woolf, è uno dei romanzi simbolo del Ventesimo secolo, pagine immaginate e costruite intorno alla figura di un nobile fanciullo della terra d&#8217;Albione destinato a diventare icona di quel mito androgino tanto caro alla sua autrice: lo spettacolo, <strong><em>Orlando. Le primavere</em></strong>, è per Silvia Battaglio la nuova tappa in un percorso di incontri teatrali con grandi figure che l&#8217;hanno vista negli anni imbattersi in Ofelia e in Maria, in Helen Keller o in Lolita. Primo titolo dell&#8217;edizione 2017 de <strong><em>Il cielo su Torino, </em></strong>in scena al Teatro Gobetti nelle serate di martedì 3 e mercoledì 4 gennaio 2017, l&#8217;allestimento è ideato, diretto ed interpretato dalla stessa Silvia Battaglio, in scena con il giovane Lorenzo Paladini, cui abbiamo rivolto alcune domande per meglio conoscere il nuovo lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quando e come è nata l&#8217;idea di immaginare un progetto intorno alla figura di Orlando?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>«</strong>Come spesso capita, quando leggo opere che conquistano la mia fantasia e la mia immaginazione inizio subito a pensarle su di un palcoscenico: <strong>Orlando</strong> di Virgina Woolf ha esercitato su di me sin da subito una tale fascinazione da indurmi con grande naturalezza a concentrare il mio lavoro su di una sua possibile trasposizione scenica. A ciò si aggiunga che dopo gli ultimi lavori, tutti dedicati ad una carrellata di figure femminili, mi stimolava l&#8217;idea di partire da un uomo per vedere cosa sarebbe potuto succedere nello sviluppo delle idee che avevo in testa»<strong>.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quali le coordinate del tuo nuovo lavoro?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Il punto di partenza è stato voler mettere il mio linguaggio di artista al servizio di un personaggio che va incontro ad un reale sdoppiamento in scena: fino ai trent&#8217;anni, infatti, Orlando è un ragazzo con fattezze maschili, salvo risvegliarsi un mattina come donna. E&#8217; un personaggio che attraversa quattro secoli e mi interessava l&#8217;idea che andasse realmente incontro ad un&#8217;effettiva metamorfosi, con le sue nature maschile e femminile contenute l&#8217;una nell&#8217;altra: da queste premesse, giorno dopo giorno, ho iniziato a lavorare sull&#8217;idea di doppio, di specchio, dove l&#8217;ego del protagonista ha modo di confrontarsi con gli altri io in cui si imbatte nel corso della sua curiosa esistenza».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alla luce del lavoro che stai conducendo, quale pensi che sia la modernità della figura di Orlando?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>«</em>Dal mio punto di vista è un carattere estremamemnte moderno ed attuale nell&#8217;affermare e manifestare in maniera anche evidente come, in momento differenti della vita, si possano assumere identità totalmente opposte tra di loro: analogamente non possiamo pretendere di conoscere a pieno noi stessi perchè oggi siamo qualcosa che ieri non eravamo e che domani non saremo. Orlando è un personaggio che oltre a simboleggiare la diversità, si fa depositario di valori assoluti come il rinnovamento culturale, l&#8217;amore, l&#8217;amicizia: nel suo essere in continua metamorfosi si fa anche portavoce di un&#8217;idea di arte ben precisa, e la poesia ed il linguaggio con cui tutto questo è espresso da Virginia Woolf è sì molto intellettuale, ma altrettanto profondo e concreto».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Da sempre nei tuoi spettacoli il corpo ed il suo utilizzo rivestono un&#8217;importanza fondamentale: quale il ruolo di questa componente in questo tuo ultimo allestimento? </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>«</em>Partendo dall&#8217;idea e dalla convinzione di come la metamorfosi di Orlando sia prima di tutto una metamorfosi fisica, il corpo sarà utilizzato per rappresentare e testimoniare questo sovvertimento della sua natura. All&#8217;interno dello spettacolo ci sono momenti coreografici che servono per dare forma alla mutazione dove il corpo si trova ad essere elemento anticipatore del gesto e del racconto: la parola, infatti, spesso arriverà dopo l&#8217;azione e se è vero, nel complesso, che <strong>Orlando</strong> potrà risultare un lavoro molto meno fisico di tanti altri miei allestimenti, è altrettanto innegabile come l&#8217;elemento corporeo rivestirà comunque un ruolo centrale nell&#8217;impianto generale»<em>.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Roberto Canavesi</em></p>
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		<title>S.O.S, conoscersi fino in fondo</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2016 11:46:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Aurelia Dedieu è un’artista parigina trapiantata da undici anni a Torino. Per amore, certo. Ma non solo per quello. Tant’è vero che quando l’amore è finito lei è rimasta qui, a terminare la propria formazione accademica e artistica, innamorata dell’Italia e di Torino in particolare, determinata a unire le diverse anime delle proprie competenze e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/7BF_Z_ylDLU?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p style="text-align: justify;">Aurelia Dedieu è un’artista parigina trapiantata da undici anni a Torino. Per amore, certo.<br />
Ma non solo per quello. Tant’è vero che quando l’amore è finito lei è rimasta qui, a terminare la propria formazione accademica e artistica, innamorata dell’Italia e di Torino in particolare, determinata a unire le diverse anime delle proprie competenze e dei propri interessi, convinta che il linguaggio teatrale, nell’accezione più ampia del termine, sia il veicolo migliore e quello che più le si confà.<br />
Allieva, anche, di Philip Radice e del suo Atelier di Teatro Fisico, l’artista francese una volta diplomatasi è stata per alcuni anni cointerprete di “Funky Pudding”, spettacolo clownesco di e con Luigi Ciotta e diretto da Philip Radice. La clownerie e il registro comico-popolare diventano per lei dunque, il mezzo prediletto non solo per divertire, ma per veicolare contenuti altrimenti troppo ingombranti e ponderosi; ed è ciò che accade anche in <em>S.O.S &#8211; Storia di un’odissea psicosomatica</em>, il suo ultimo spettacolo, al debutto al Teatro Gobetti venerdì 6 e sabato 7 gennaio nella sezione “Il cielo su Torino”.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">«Volevo parlare di un argomento che mi sta a cuore, e cioè di quanto sia importante conoscersi a fondo, capire che il nostro organismo e la nostra psiche sono un tutt’uno, lavorano e vivono in simbiosi e dunque non è possibile agire separatamente sull’uno o sull’altra».</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Nasce così l’idea di un “viaggio tragicomico all’interno del corpo umano”, un percorso attraverso sette organi da conoscere e con i quali tentare di entrare in sintonia in un susseguirsi di gag, canzoni e clownerie. Lo spettacolo, che ha la regia di Giuseppe Vetti, si è sviluppato sin dall’aprile scorso attraverso alcune anteprime e diverse residenze artistiche e solo ora si presenta nella sua forma più compiuta.</p>
<p style="text-align: justify;">Laura Bevione</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em><a href="https://www.teatrostabiletorino.it/portfolio-items/storie-unodissea-psycosomatica-6-7-gen-2017/" target="_blank">S.O.S. Storia di un’odissea psicosomatica</a><br />
Teatro Gobetti<br />
Venerdì 6 gennaio ore 15,30<br />
Sabato 7 gennaio ore 19,30</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Auguri!</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2016 10:58:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<h4>Tanti auguri da Sistema Teatro Torino di Buone feste e Felice Anno Nuovo.
merry Xmas</h4>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h4>Tanti auguri da Sistema Teatro Torino di Buone feste e Felice Anno Nuovo.
merry Xmas</h4>]]></content:encoded>
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		<title>C’era una volta nel giardino del re</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2016 14:53:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un impianto semplice con regia e drammaturgia collettiva e il sapore delle messinscene corali d’antan, quasi estinte anche nel teatro ragazzi che oggi ruota su allestimenti da uno o due attori. Invece nell’ultima produzione della Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani, C’era una volta nel giardino del re, che ha debuttato in prima nazionale il 10 [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone  wp-image-6465" src="/wp-content/uploads/re.jpg" alt="re" width="600" height="681" /></p>
<p style="text-align: justify;">Un impianto semplice con regia e drammaturgia collettiva e il sapore delle messinscene corali d’antan, quasi estinte anche nel teatro ragazzi che oggi ruota su allestimenti da uno o due attori. Invece nell’ultima produzione della Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani, <em>C’era una volta nel giardino del re</em>, che ha debuttato in prima nazionale il 10 dicembre 2016 alla Casa del Teatro Ragazzi di Torino, di attori ce ne sono sei, di autori e registi quattro, di musicisti tre gruppi (il tecnico però è uno solo, Agostino Nardella).<br />
Lo spettacolo è nato in versione <em>en plein air</em>, nei parchi della reggia di Venaria e in altri mirabili giardini, con fiabe raccontate da coppie di attori, Elena Campanella e Daniel Lascar, Claudia Martore e Claudio Dughera, Alessandro Pisci e Pasquale Buonarota, della durata di quindici minuti ciascuna da ripetere a rotazione e con la musica dal vivo, barocca di Gridelino Ensemble, folk de <em>Le Fou Rire</em>, rock blues di Dodo &amp; Gianluca Maiorino. Sul palco le fiabe sono narrate una volta soltanto, hanno cambiato durata e si sono intrecciate, con quella di Buonarota e Pisci, tratta dalle <em>Metamorfosi</em> di Ovidio, che racchiude le altre in una cornice. Le sonorità dei Gridelino aprono e chiudono il lavoro, ma sono presenti e rilevanti anche le altre band, che intervallano le parole. Si tratta sempre di trasformazioni. Sono favole note e semplici però, saviamente, il copione è puntellato di domande. Nella chiave farsesca, in certe vette di comicità surreale, il pubblico è indotto a ragionare, perché le fiabe, metafore di vita, sono inzeppate di assurdità ed è bello spogliarle e rivestirle di altre, nuove suggestioni. La pièce diverte ed è degnamente recitata. Maestro di cerimonie, elegantissimo, Alessandro Pisci è il giardiniere del re che introduce e termina il quadro. E’ un Calibano buono Pasquale Buonarota, nella sua osmosi con la natura. Poliedrici e spassosi Martore e Dughera, al cui confronto il ranocchio verde di Lascar con la principessa Campanella paiono signorili. Pisci e Buonarota firmano anche testo e regia, insieme a Luigina Dagostino e Graziano Melano.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Maura Sesia</em></p>
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		<title>Orlando. Le primavere &#124; 3 – 4 gen 2017</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2016 14:29:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Silvia Battaglio porta in scena la lunga storia  di Orlando, personaggio di Virginia Woolf, figura ambigua dalla bellezza androgina. Nella produzione letteraria della Woolf, Orlando costituisce un “libriccino”, “in stile di burla”. Di fatto, una appassionata lettera d’amore a Vita Sackville-West, amante per quasi un ventennio, un testo a metà tra la biografia romanzata, il [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;" data-fontsize="16" data-lineheight="20">Silvia Battaglio porta in scena la lunga storia  di Orlando, personaggio di Virginia Woolf, figura ambigua dalla bellezza androgina.</h2>
<p style="text-align: justify;">Nella produzione letteraria della Woolf, <em>Orlando </em>costituisce un “libriccino”, “in stile di burla”. Di fatto, una appassionata lettera d’amore a Vita Sackville-West, amante per quasi un ventennio, un testo a metà tra la biografia romanzata, il poema e il saggio critico, ambientato tra l’epoca elisabettiana ed il Novecento, giocato sull’intercambiabilità dei sessi del protagonista, celebrazione del mito androgino così nodale nell’autrice anglosassone. Creatura in continua trasformazione, Orlando si modella su quell’idea di libertà che è strettamente connessa ai temi dell’identità e dell’appartenenza, facendosi tramite di valori unici quali amore, verità, onestà. Sognatrice, poetessa, refrattaria ai ruoli e alle definizioni, Orlando è un nobile fanciullo inglese che attraversa l’esistenza dal 1600 per oltre tre secoli trasformandosi in una donna, facendo esperienza del mondo, dell’umano e dei cambiamenti, con la leggerezza dell’artista naif e la profondità dell’eroina romantica. Silvia Battaglio, autrice, regista, formatrice, ha convogliato la propria cifra stilistica ed espressiva nella Compagnia Biancateatro, orientata alla sperimentazione e rivisitazione delle grandi opere letterarie e nell’indagine di tematiche quali identità, famiglia, femminile, potere, diversità.</p>
<hr />
<p><strong>Prima Nazionale<br />
</strong></p>
<hr />
<h2 data-fontsize="16" data-lineheight="20">regia, coreografie e drammaturgia Silvia Battaglio<br />
liberamente ispira to a <em>Orlando<br />
</em>di Virginia Woolf<br />
con Silvia Battaglio, Lorenzo Paladini<br />
suggestioni musicali Luc Ferrari, Paolo Angeli, Officine Schwartz<br />
disegno luci Massimiliano Bressan<br />
<em>Biancateatro in collaborazione con CROSS International Performance Award, Cattedra di Storia del Teatro, Dams, Università degli Studi di Torino, Martim Pedroso&amp;NovA Companhia (PT)</em></h2>
<p><strong>Teatro Gobetti</strong><br />
<strong> 3 – 4 gen 2017</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>S.O.S. Storia di un’odissea psicosomatica &#124; 6 – 7 gen 2017</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2016 14:30:05 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Spettacoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Un viaggio tragicomico all’interno del corpo umano in un  serrato confronto con gli organi, alla ricerca di un equilibrio biologico ed emozionale. Per gli appassionati dell’Allegro chirurgo, per chi cerca un collegamento tra fisico e psiche, per un breve e singolare ripasso di anatomia, per tutti c’è S.O.S., un “viaggio allucinante” dove al posto della [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;" data-fontsize="16" data-lineheight="20">Un viaggio tragicomico all’interno del corpo umano in un  serrato confronto con gli organi, alla ricerca di un equilibrio biologico ed emozionale.</h2>
<p style="text-align: justify;">Per gli appassionati dell’<em>Allegro chirurgo</em>, per chi cerca un collegamento tra fisico e psiche, per un breve e singolare ripasso di anatomia, per tutti c’è <em>S.O.S.</em>, un “viaggio allucinante” dove al posto della navicella micronizzata si incontrano strani abitanti dei nostri organi, che agevolano la comprensione dei sottili fili che uniscono cuore, mente e corpo.</p>
<p style="text-align: justify;">Sette organi, sette stazioni di posta rivelano sorprendenti retroscena: intestino, utero, stomaco, sistema ormonale, fegato, cuore, cervello. Dalla periferie alla sala macchine del nostro organismo, in un crescendo paradossale di clownerie, canto, gag, danza e pantomime, la protagonista cercherà di entrare in sintonia con se stessa.  Aurélia Dedieu è una giovane artista francese che da undici anni ha scelto Torino per vivere dando vita a lavori dove si fondono le sue numerose competenze teatrali e musicali. Giuseppe Vetti, che si è formato con Jango Edwards, si dedica da anni all’universo clown attraverso performance e regie.</p>
<hr />
<h2 data-fontsize="16" data-lineheight="20">di Aurélia Dedieu e Giuseppe Vetti<br />
con Aurélia Dedieu<br />
regia Giuseppe Vetti<br />
scene Jacopo Valsania<br />
costumi Federica Chiappe ro, Aurélia Dedieu<br />
luci Luca Carbone<br />
musiche Giuseppe Vetti, Elia Pellegrino<br />
<em>Compagnia Makiro in collaborazione con C.I.T.A.</em></h2>
<p><strong>Teatro Gobetti</strong><br />
<strong> 6 &#8211; 7 gennaio 2017</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Elettra &#124; 9 – 10 gen 2017</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Dec 2016 14:27:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Per Giuliano Scarpinato la storia di Elettra attraversa indenne i millenni e giunge con forza immutata alle nostre orecchie e ai nostri cuori, in una dimensione quasi cinematografica. Elettra appartiene al mito: Hugo von Hofmannsthal racchiude la sua rabbia e la sua sete di vendetta nel breve tempo di un atto: una travolgente successione di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;" data-fontsize="16" data-lineheight="20">Per Giuliano Scarpinato la storia di Elettra attraversa indenne i millenni e giunge con forza immutata alle nostre orecchie e ai nostri cuori, in una dimensione quasi cinematografica.</h2>
<p style="text-align: justify;"><em>Elettra </em>appartiene al mito: Hugo von Hofmannsthal racchiude la sua rabbia e la sua sete di vendetta nel breve tempo di un atto: una travolgente successione di inquadrature cinematografiche, un “thriller dell’anima” dal ritmo incalzante e forsennato. Figlia di Agamennone, eroe della guerra di Troia, Elettra è in vita per vendicarne l’assassinio ad opera della madre Clitennestra e dell’amante di lei, Egisto. Nessuno riesce a strapparla al dolore muto e forsennato, è antica e moderna allo stesso tempo. In palcoscenico vive per Eschilo, Sofocle, Giraudoux, de Crebillon, Yourcenar, O’Neill. Giuliano Scarpinato, attore e regista, ha incontrato questo testo alla Scuola del Teatro Stabile. Hofmannsthal, contemporaneo di Freud, analizza i personaggi in modo contemporaneo, mettendo in luce l’inadeguatezza di Elettra e del fratello Oreste nel compiere la propria vendetta, nel mettere a punto e portare a termine una missione eroica animata da ideali forti, due temi estremamente contemporanei. Il regista rende attuali i personaggi, lavora sulla loro intimità, sul loro eros, sulle caratteristiche della loro età, cercando di cucire addosso agli attori corpi che siano vibranti e dentro cui le parole risuonino non vuote, non vecchie.</p>
<h2 data-fontsize="16" data-lineheight="20">di Hugo von Hofmannsthal<br />
con Elena Aimone, Anna Charlotte Barbera, Lorenzo Bartoli, Elio D’Alessandro, Raffaele Musella, Giulia Rupi, Eleonora Tata, Francesca Turrini, Valentina Virando<br />
regia, elaborazione drammaturgica, progetto scenico<br />
Giuliano Scarpinato<br />
costumi Dora Argento<br />
luci Danilo Facco<br />
musiche Elio D’Alessandro<br />
collaborazione alle scene Marco Borgogni, Diana Ciufo<br />
assistente ai movimenti Daniele Sala<br />
<em>Wanderlust Teatro</em></h2>
<p><strong>Teatro Gobetti</strong><br />
<strong> 9 – 10 gen 2017</strong></p>
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		<title>Variazioni sulla libellula &#124; 11 – 12 gen 2017</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2016 14:32:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Camilla Sandri e Roberta Lanave portano in scena un testo tratto da due poemi di Amelia Rosselli: un viaggio nella vita di donne ribelli e rivoluzionarie. A vent’anni dalla morte, uno spettacolo dedicato alla poetessa Amelia Rosselli. Tutta la sua opera si costruisce e si disfa attorno alla sua malattia, al suo essere apolide e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 data-fontsize="16" data-lineheight="20">Camilla Sandri e Roberta Lanave portano in scena un testo<br />
tratto da due poemi di Amelia Rosselli: un viaggio nella vita<br />
di donne ribelli e rivoluzionarie.</h2>
<p style="text-align: justify;">A vent’anni dalla morte, uno spettacolo dedicato alla poetessa Amelia Rosselli. Tutta la sua opera si costruisce e si disfa attorno alla sua malattia, al suo essere apolide e poliglotta, alla tragica morte del padre (Carlo Rosselli, uno dei due celebri fratelli antifascisti) e infine alla sua profonda conoscenza della musica. Lo spettacolo cerca nella sua vita privata le chiavi d’accesso alla sua arte: schizofrenia e sindrome paranoide dominano per diversi anni i suoi passi e i suoi pensieri, mentre le ben tre lingue con cui è cresciuta si mescolano nella sua mente, al ritmo incessante della musica di cui era studiosa ossessiva. E il padre torna a trovarla ogni notte, nella forma di tre spari che squarciano il suo sonno. Tutto questo senza perdere mai una dolcissima ironia. Camilla Sandri e Roberta Lanave si diplomano presso la Scuola del Teatro Stabile di Torino nel 2012. I versi di Amelia Rosselli, con la loro matrice spiccatamente musicale, offrono alle due artiste il materiale perfetto per sviluppare una personale poetica: la parola ritrova la sua dimensione di suono, generando un flusso emotivo leggero come una composizione sinfonica.</p>
<hr />
<p><strong>Prima nazionale</strong></p>
<hr />
<h2 data-fontsize="16" data-lineheight="20">da <em>Storia di una malattia</em> e <em>La libellula</em><br />
(Panegirico della libertà) di Amelia Rosselli<br />
consulenza drammaturgica Domenico Ingenito<br />
di e con Roberta Lanave, Camilla Sandri<br />
luci francesco Dell’Elba<br />
<em>Compagnia Lanavesandri</em><br />
<em> con il sostegno di Caffè Basaglia</em></h2>
<p>Teatro Gobetti<br />
11 – 12 gen 2017</p>
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		<title>Edith &#124; 14 &#8211; 15 gennaio 2017</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2016 14:38:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nel 1972 Lee Radzwill, sorella di Jacqueline Kennedy, commissiona a David e Albert Maysles un documentario sulla sua famiglia. È così che i due cineasti fanno la conoscenza di Grey Gardens, una casa in rovina sull’oceano, e delle sue eccentriche abitanti. Dopo la decisione della committente di abbandonare l’idea del documentario, i Maysles proseguono autonomamente [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;" data-fontsize="16" data-lineheight="20">Nel 1972 Lee Radzwill, sorella di Jacqueline Kennedy, commissiona a David e Albert Maysles un documentario sulla sua famiglia. È così che i due cineasti fanno la conoscenza di Grey Gardens, una casa in rovina sull’oceano, e delle sue eccentriche abitanti.</h2>
<p style="text-align: justify;">Dopo la decisione della committente di abbandonare l’idea del documentario, i Maysles proseguono autonomamente il lavoro, tornando nella villa e girando nel 1975 quello che diventerà un capolavoro del <em>direct cinema: Grey Gardens</em>, l’indimenticabile ritratto di Edith Ewing Bouvier Beale e sua figlia Edith Bouvier Beale, zia e cugina di Jacqueline Kennedy. Le due Edith, protagoniste fino agli anni 50 della vita mondana newyorkese, divennero in seguito simbolo di scandalo e decadenza: volontariamente isolate nella loro villa a East Hampton, si abbandonarono al degrado, anno dopo anno, in una casa sommersa dalla spazzatura e invasa da gatti, zecche e procioni. ll documentario fotografa con spietatezza ed empatia la loro vita quotidiana. L’adattamento teatrale di Elena Serra e Chiara Cardea si concentra sul rapporto tra le due donne, fatto di recriminazioni e affetto, amore e odio. Le due attrici hanno studiato e tradotto i dialoghi del film e approfondito la vicenda di Big Edie e Little Edie, scoprendo inaspettate analogie con la propria biografia artistica. Da questo lavoro nasce una drammaturgia originale che colloca il racconto teatrale su due livelli: c’è la storia di una donna alla ricerca della propria indipendenza e di una madre quasi disincarnata, che prende vita attraverso le proiezioni ossessive della figlia sul suo ruolo e le sue responsabilità, e c’è il rapporto tra un’attrice alla ricerca della propria maturità creativa e una regista che guida, quasi invisibile, il suo percorso, in una tensione continua di complicità e contrasto. La prova delle attrici si colloca in un’autentica installazione teatrale, di cui sono co-protagonisti i costumi, la scena e il progetto sonoro, che attraverso deviazioni e citazioni musicali sottolineano il livello metateatrale del racconto.</p>
<h2 data-fontsize="16" data-lineheight="20"><em>di e con </em>Chiara Cardea e Elena Serra<br />
voci off Michele Di Mauro, Vittorio Camarota, Matteo Baiardi<br />
<em>regia</em> Elena Serra<br />
<em>progetto sonoro  </em>Alessio Foglia<br />
<em>progetto video e scene </em>Jacopo Valsania<br />
<em>costumi e trucco </em>Anna Filosa<br />
<em>assistente alla regia </em>Davide Barbato<br />
<em>artwork </em>Donato Sansone aka Donny Sansuca<br />
<em>foto </em>Luigi Ceccon<br />
<em>coordinamento e organizzazione </em>Davide Barbato<br />
ufficio stampa Giulia Taglienti<br />
direzione tecnica Loris Spanu<br />
<em>produzione Serra/Cardea<br />
produzione esecutiva Teatro della Caduta</em><br />
<em>con il sostegno di Renaise – abiti d’Altra moda / </em><em>Tiramisù alle Fragole / </em><em>Lumeria</em></h2>
<h2 data-fontsize="16" data-lineheight="20"><em>progetto realizzato in collaborazione con Terre Spezzate / Arca Studios / il Circolo dei lettori / Il Piccolo Cinema<br />
ringraziamenti Simone Schinocca e Spazio bellARTE ,<br />
Giorgio Ghibaudo e Arcigay Torino, La McMusa</em></h2>
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		<title>IL CIELO SU TORINO &#8211; bando invito</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2016 14:52:38 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Opportunità]]></category>
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		<description><![CDATA[IL CIELO SU TORINO &#124; BANDO-INVITO All’interno della stagione 2017/18 del Teatro Stabile di Torino sarà presente la quarta edizione della rassegna denominata Il cielo su Torino, in collaborazione con il Sistema Teatro Torino. Il progetto, attento sia ai linguaggi del contemporaneo sia al ricambio generazionale, è dedicato alle compagnie teatrali professionali basate sul territorio torinese e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-6431" src="/wp-content/uploads/cielo.jpg" alt="cielo" width="600" height="366" /></p>
<hr />
<p style="text-align: justify;"><strong>IL CIELO SU TORINO | BANDO-INVITO</strong></p>
<p style="text-align: justify;">All’interno della stagione 2017/18 del <a href="http://www.teatrostabiletorino.it">Teatro Stabile di Torino</a> sarà presente la quarta edizione della rassegna denominata <em>Il cielo su Torino</em>, in collaborazione con il Sistema Teatro Torino. Il progetto, attento sia ai linguaggi del contemporaneo sia al ricambio generazionale, è dedicato alle compagnie teatrali professionali basate sul territorio torinese e piemontese, e si propone di offrire un’adeguata visibilità alle loro nuove produzioni. Al fine di individuare alcuni spettacoli da inserire nella rassegna si invitano le compagnie a inviare una proposta seguendo alcuni criteri di seguito esplicitati:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LE COMPAGNIE </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le compagnie dovranno essere in possesso di agibilità Enpals.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>GLI SPETTACOLI</strong><br />
Le proposte dovranno:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>essere uno spettacolo di teatro (sono ammesse contaminazioni con altri generi, ma non in forma prevalente);</li>
<li>essere in forma pre-definitiva al debutto in modo da permettere la visione di prove o video;</li>
<li>non essere state rappresentate, se non sotto forma di studio o anteprima, a Torino e nell’area metropolitana.</li>
</ul>
<hr />
<p style="text-align: justify;"><strong>TERMINE E MODALITÀ DI PRESENTAZIONE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ogni compagnia potrà partecipare all’Invito con un solo progetto di spettacolo; le proposte, corredate da una breve presentazione (max 2500 battute) ed arricchite da materiali informativi ed approfondimenti a discrezione delle compagnie proponenti, dovranno essere presentate alla Fondazione del Teatro Stabile di Torino – Sistema Teatro Torino in via Rossini n. 12 -Torino e, contestualmente, per posta elettronica in formato doc all’indirizzo mail: <a href="mailto:info@sistemateatrotorino.it,%20">info@sistemateatrotorino.it, </a>entro e non oltre il <strong>31 gennaio 2017.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LE SCELTE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le proposte saranno valutate dell’Area Produzione e Programmazione del TST, in accordo con l’ufficio STT, sulla base dei materiali allegati, seguiti da eventuali incontri di approfondimento.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
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		<title>Si torna tutti a scuola nella “Classe comica”.</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2016 10:12:21 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Presentazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Alzi la mano chi crede che da adulti non si possa più tornare a scuola: per chi ne fosse convinto consigliamo un’attenta lettura del programma di Classe comica. La scrittura nel lavoro del comico, il progetto promosso dalla Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani Onlus, con la supervisione di Giorgia Goldini e Stefano Dell’Accio, e dedicato [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/casa_600.png"><img class="alignnone size-full wp-image-6335" src="/wp-content/uploads/casa_600.png" alt="casa_600" width="600" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Alzi la mano chi crede che da adulti non si possa più tornare a scuola: per chi ne fosse convinto consigliamo un’attenta lettura del programma di <strong><em>Classe comica</em></strong><em>. <strong>La scrittura nel lavoro del comico,</strong></em> il progetto promosso dalla Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani Onlus, con la supervisione di Giorgia Goldini e Stefano Dell’Accio, e dedicato a giovani talenti, attori con esperienza e scrittori dai 18 anni in su.  Tre mesi e mezzo, da metà gennaio ai primi di aprile negli spazi della Casa del Teatro Ragazzi e Giovani, con incontri settimanali il mercoledì dalle 11.00 alle 17.00, per un progetto di scrittura ad ampio respiro che mira a riportare l’attenzione su una comicità di qualità ed intelligente, utile e ricca di contenuti: un percorso che vedrà protagonisti, da un lato, il gruppo di “allievi” guidati dalla coppia Goldini-Dell’Accio, e dall’altro il corposo nucleo di “docenti” che si alterneranno nelle diverse sessioni settimanali. Ed a scorrere i loro nomi non si può che restare impressionati, oltreché incuriositi, per la presenza nei dieci incontri di nomi del calibro di Rino Cerritelli come di Stefania Bertola, passando per Federico Bianco ed Andrea Zalone, per arrivare a Giorgio Vasta, Valter Leonardi e Beppe Tosco: “<em>questa è l’edizione zero</em> – scrivono i promotori dell’iniziativa &#8211; <em>un primo passo, il tentativo di mettere in moto una ristrutturazione della comicità</em><em> sul palcoscenico, consapevole e libera dalle influenze generate dalla comicità televisiva”.</em></p>
<p style="text-align: justify;">E se di cambiamento si parla, nessuna modifica può realizzarsi senza un’adeguata e condivisa formazione: di qui l’idea di dar vita ad un corso di alta specializzazione, mirato e dedicato a giovani attori comici con esperienza e a giovani scrittori. Al centro della proposta didattica l’idea di una comicità scandagliata in ogni suo aspetto, dalla fase di scrittura alla possibile messa in scena, attraverso sessioni teoriche e pratiche. Ed alla fine? Come ogni scuola che sia tale l’appuntamento sarà per l’8 aprile 2017 con la tanto agognata <strong><em>Festa di classe</em></strong> dove i singoli partecipanti potranno presentare un breve estratto del percorso di studio e formazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Per avanzare la propria candidatura è necessario inviare, entro e non oltre il 15 dicembre all’indirizzo formazione@fondazionetrg.it, una lettera di presentazione comprensiva di curriculum, di un testo originale della lunghezza massima di due cartelle e, se disponibili, di link a video di spettacoli, prove o altro materiale utile ai fini della selezione: entro il 20 dicembre saranno resi noti i nomi dei selezionati per il corso a numero chiuso che avrà un massimo di 20 partecipanti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Info sul programma e sulla modalità di partecipazione allo 011.19740280 </strong><br />
<strong>o sul sito <a href="http://casateatroragazzi.it/classe-comica/" target="_blank">www.casateatroragazzi.it</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Roberto Canavesi</p>
]]></content:encoded>
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		<title>A noi vivi!</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2016 15:39:26 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Presentazioni]]></category>
		<category><![CDATA[primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[La Divina Commedia nostra contemporanea, e così l’Inferno siamo noi, come pure il Purgatorio. Resta un pulviscolo di Cantiche dantesche nel progetto drammaturgico de Il Mutamento Zona Castalia A Noi vivi!, resta il mandato della monumentale opera di Dante Alighieri. Permane l’interpretazione di un significato recondito, spogliato della forma. Nel secondo tassello della trilogia che [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-6423" src="/wp-content/uploads/23.jpg" alt="2" width="600" height="302" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>La Divina Commedia</em> nostra contemporanea, e così l’<em>Inferno</em> siamo noi, come pure il <em>Purgatorio</em>. Resta un pulviscolo di Cantiche dantesche nel progetto drammaturgico de Il Mutamento Zona Castalia <em>A Noi vivi!</em>, resta il mandato della monumentale opera di Dante Alighieri. Permane l’interpretazione di un significato recondito, spogliato della forma. Nel secondo tassello della trilogia che la compagnia diretta da Giordano V. Amato sta dedicando alla Divina Commedia, <em>A noi vivi! Purgatorio, </em>che ha debuttato in prima nazionale nell’ambito della rassegna <em>Il Sacro attraverso l’Ordinario</em> nella Zona Teatro di San Pietro in Vincoli a Torino il 22 novembre 2016, ancora una volta Dante è fonte di un’indagine che si rivolge al contemporaneo e che osserva impietosa la società come fosse avvolta in un eterno limbo, dove l’ignavia regna sovrana, dove si rifiuta la responsabilità, dove la speranza nasce già frustrata, dove l’uomo calpesta l’uomo, dove molestia e ipocrisia hanno volti buoni. Procede a flash back e si intervalla con numerose citazioni di cinema d’autore il  percorso della protagonista (Eliana Cantone), una spigliata pseudo conduttrice televisiva che si avvale di un’ottima spalla (Diego Coscia), l’uomo come tutti, una sorta di clown muto che prenderà poi la parola per rovesciare sul pubblico la sua essenza di qualunquista, riecheggiante alla lontana Lucky di <em>En Attendant Godot</em> di Beckett. Lei, l’intrigante signora (e talentuosa interprete), non riuscirà ad entrare nel Purgatorio, c’è un custode severo (e buffo) che glielo vieta, ma viaggerà a ritroso dentro se stessa e nella propria coscienza, trovando ugualmente un raggio di luce a cui affidare i sogni di rinascita. Il futuro responsabile sono i bambini? E’ quel piccolino più volte invocato, che bagna un albero secco ma la cui improba impresa forse, con la volontà, il sacrificio di sé nell’interesse di tutti, sarà premiata dal successo? Rispetto a <em>Inferno</em> è più cupo questo <em>Purgatorio</em>, gronda disincanto, anche se, in chiusura, si intravvede un baluginio confortevole.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>Maura Sesia</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Residenza Multidisciplinare “Arte Transitiva&#8221; &#8211; 1, 2 e 3 dicembre</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2016 15:34:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Ultima tappa del 2016 per la Residenza Multidisciplinare Arte Transitiva diretta da Stalker Teatro, col seminario, laboratorio d’idee Per un Teatro Contemporaneo e gli spettacoli di compagnie emergenti under 35, da giovedì 1 a sabato 3 dicembre. Tre serate di spettacoli alle Officine Caos di Torino (dalle h 21) e sessioni giornaliere &#8211; venerdì 2 [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-6419" src="/wp-content/uploads/Senza-titolo-211.jpg" alt="Senza-titolo-2" width="600" height="272" /></p>
<p style="text-align: justify;">Ultima tappa del 2016 per la Residenza Multidisciplinare Arte Transitiva diretta da Stalker Teatro, col seminario, laboratorio d’idee Per un Teatro Contemporaneo e gli spettacoli di compagnie emergenti under 35, da giovedì 1 a sabato 3 dicembre.<br />
Tre serate di spettacoli alle Officine Caos di Torino (dalle h 21) e sessioni giornaliere &#8211; venerdì 2 e sabato 3, mattino e pomeriggio – per il seminario e laboratorio d&#8217;idee con i critici, gli esperti e gli osservatori ospiti del programma che si confronteranno con le compagnie partecipanti al primo e secondo anno della Residenza Arte Transitiva, dialogando sugli aspetti di interazione sociale e di performing art presenti nel proprio metodo di lavoro e nella propria poetica.</p>
<p style="text-align: justify;">Si inizia giovedì 1° dicembre alle 20 con un aperitivo di benvenuto e con lo spettacolo alle 21 “I Negri” visioni e interpretazioni da J. Genet della compagnia Cuori Rivelati da Catania, dove sulla scena gli attori rispondono alla domanda del drammaturgo “…e per prima cosa di che colore sono i negri?”, compiendo il rito del teatro, nobilitando, riabilitando e normalizzando ogni forma di diversità. La giovane compagnia si costituisce come gruppo di attori, performer e danzatori diversamente abili e psichiatrici, mettendo a nudo se stessi, rivelandosi in scena in un rapporto personale e diretto con il pubblico.</p>
<p style="text-align: justify;">Da venerdì 2 dicembre nelle prime due sessioni giornaliere (mattina dalle 10.30 alle 13.30 e pomeriggio dalle 15.30 alle 18.30) un totale di dodici compagnie si presentano agli esperti che intervengono in alternanza nelle giornate di seminario: Claudio Bernardi, docente di discipline teatrali dell’Università Cattolica Milano e Brescia; Giovanni Bertuccio, storico dell’arte, critico e direttore di artispresent.it; Laura Bevione, giornalista e critico; Marco Brunazzi, vice presidente dell’Istituto Salvemini “Polo del 900”; Roberto Canavesi, caporedattore Piemonte di teatrotetro.it; Chiara Castellazzi, giornalista e critico; Fabrizio Gavosto, direzione artistica Residenza Terre di Circo; Renato Iannì, giornalista e critico; Giulia Innocenti Malini, esperta in teatro sociale Università di Milano e Torino; Vito Minoia, esperto di teatro educativo inclusivo Università di Urbino; Mia Peluso, esperta teatrale; Armando Petrini, docente in discipline dello spettacolo Università di Torino; Anna Pironti, responsabile capo del Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli; Remo Rostagno, esperto teatrale; Irene Salza, dottoranda in studi teatrali Universidad Autonoma de Barcelona; Paolo Stratta direzione artistica Residenza Casa del Circo Contemporaneo; Alan Mauro Vai, osservatore teatrale e critico per Teatro.it, Teatrionline.com, D-Mag.it; Paola Zanini project manager del Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli; modera Gabriele Boccacini, direzione artistica della Residenza Arte Transitiva e di Stalker Teatro.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella serata del 2 dicembre, ore 21 alle Officine Caos, due compagnie della nuova drammaturgia in scena: da Roma nO (Dance first. Think Later) con Città Inferno, liberamente ispirato al film di Pietro Castellani, lo spettacolo ha ricevuto la menzione speciale al Festival Scintille 2015, e propone danza e recitazione per un racconto senza tempo sulla vita nelle carceri femminili; da Milano la C&amp;C Company presenta Anna Cappelli, sette brevi quadri scenici intervallati da azioni fisiche danzate che raccontano un periodo di metamorfosi nella vita di Anna, personaggio comico e grottesco che si presenta con seria convinzione e determinatezza, nel tormentato viaggio verso la follia.</p>
<p style="text-align: justify;">Per un teatro Contemporaneo si conclude col secondo giorno di seminario sabato 3 dicembre e con gli spettacoli serali (dalle h 21) di Estacio/Rovedo, un duo italo-statunitense che racconterà con la danza e con un approccio antropologico ed olistico, cosa significhi essere “filippino”, ma in senso più esteso “straniero”, in diverse parti del mondo, e con la compagnia Dynamis da Roma in M2, una performance partecipativa che si interroga pragmaticamente sull&#8217;unità di misura del metro quadro e si sviluppa attraverso una proporzione in scala tra la superficie circoscritta e le persone coinvolte.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutti gli appuntamenti della Residenza Multidisciplinare Arte Transitiva sono aperti alla “nuova critica” dei partecipanti al Premio Ruggero Bianchi (seconda edizione), istituito in memoria del docente universitario e noto studioso di teatro di innovazione scomparso nel 2015, con l’obiettivo di stimolare la capacità di lettura dello spettacolo dal vivo da parte del pubblico ed in particolare dei giovani che intendano recensire gli spettacoli proposti dal programma (aprile&gt;dicembre 2016), fino alla premiazione prevista entro il primo semestre del 2017. Modalità di partecipazione sul sito <a href="http://www.stalkerteatro.net." target="_blank">www.stalkerteatro.net.</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>INFO e prenotazioni: </em><a href="mailto:info@stalkerteatro.net"><em>info@stalkerteatro.net</em></a></strong><em><strong> – tel  011.7399833 – 328.4288666</strong><br />
</em>Biglietti per le tre serate di “Per un Teatro Contemporaneo”: <strong>intero 9 € &#8211;  ridotto 7 €</strong> (over 60, under 18, studenti con tessera universitaria, residenti Circoscrizione 5, tessera Officine Caos, tessera AIACE, tessera Rete Culturale Virginia, tessera Club 15/16); <strong>riduzione ulteriore a 3 €</strong> per bambini, ragazzi under 14 e possessori di tessera Pass60; omaggio per disoccupati e disabili (con attestazione o tessera).</p>
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		<title>Buon compleanno Tedacà!</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2016 15:25:58 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Correva l&#8217;anno 2006 e in un&#8217;anonima sala del quartiere Parella iniziava un viaggio teatrale rivelatosi nel tempo tra le principali novità del panorama culturale cittadino: protagonisti un manipolo di allora giovani appassionati che all&#8217;insenga del motto “l&#8217;unione fa la forza” ha convogliato idee e progetti per dar corpo al sodalizio Tedacà-bellARTE, la cui assocciazione era [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-6415" src="/wp-content/uploads/schinocca.jpg" alt="schinocca" width="600" height="340" /></p>
<p style="text-align: justify;">Correva l&#8217;anno 2006 e in un&#8217;anonima sala del quartiere Parella iniziava un viaggio teatrale rivelatosi nel tempo tra le principali novità del panorama culturale cittadino: protagonisti un manipolo di allora giovani appassionati che all&#8217;insenga del motto “l&#8217;unione fa la forza” ha convogliato idee e progetti per dar corpo al sodalizio Tedacà-bellARTE, la cui assocciazione era in realtà già nata nel 2002.<br />
Oggi, dieci anni dopo, gli appassionati di cui sopra sono di sicuro un po&#8217; meno giovani, ma non per questo meno intraprendenti e coraggiosi: a pieno diritto entrati nel circuito teatrale cittadino, e non solo, con una programmazione che ha trasformato la sala di bellARTE in un luogo di aggregazione polivalente dove fare spettacoli e promuovere attività didattica, in due parole “far vivere” il territorio. Direttore d&#8217;orchestra di un&#8217;ensemble negli anni arricchitasi di nuove professionalità, con Simone Schinocca abbiamo provato a tracciare un primo bilancio della vita di Tedacà, conversazione che spazio dal “come eravamo” al “come siamo”, con un occhio di riguardo a progetti ed attività future.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Riavvolgiamo il nastro e torniamo indietro al 2006: raccontiamo l&#8217;inizio dell&#8217;avventura di Tedacà/bellARTE?</strong><br />
“Tutto è iniziato, quasi per gioco, nel 2002 con la nascita dell’Associazione Tedacà e nel 2006 con quella di bellARTE: lo spazio che oggi ci ospita era un’ex fabbrica che la Circoscrizione intendeva far rinascere con una nuova e specifica identità. E la prima volta che ci siamo entrati a colpire la nostra attenzione sono stati due elementi, la grande eco e l’incredibile luminosità delle sale: dieci anni fa eravamo un gruppo di ragazzi under 30 decisi nell’intraprendere questa nuova avventura sotto forma di scommessa per la quale, sin dal primo giorno, abbiamo investito tempo e risorse”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In dieci anni tanto teatro ma anche danza, musica e canto, per un&#8217;offerta a tutto campo che ha trasformato la sala di bellARTE in un centro di aggregazione cuturale: quali i confini della vostra idea di arte?</strong><br />
“Tedacà, che in lingua aramaica significa giustizia, nasce in realtà come acronimo di Teatro-Danza-Canzone, le tre anime fondanti il progetto originario del 2002: nel nostro percorso artistico abbiamo sempre volutamente lasciato aperto il confine tra i differenti ambiti, rendendoci da subito conto come in quello spazio, prima mentale e poi fisico, non si potessero alzare barriere, semmai impegnarci in un’offerta a tutto campo che avesse come principali destinatari le scuole, i giovani, gli abitanti del territorio. Con il passare del tempo i riscontri sempre più positivi ci hanno spinto ad aprire ulteriormente le porte di bellARTE anche alle famiglie per l’organizzazione di feste private ed occasioni conviviali in cui i residenti sul territorio potessero sentire e vivere i nostri spazi come dei luoghi famigliari”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come compagnia teatrale percorrete in lungo ed in largo la nostra penisola: scorrendo il programma di bellARTE, è tuttavia evidente la grande importanza che continuate a riservare al radicamento sul territorio. Come è cambiato il rapporto con il quartiere che vi ha visto nascere?<br />
</strong><br />
“E&#8217; cambiato tantisismo e sono due in assoluto gli elementi che ne testimoniano l’evoluzione: in primis quella dimensione di relazione che ci ha portato a dialogare veramente tanto, ed in maniera proficua, con gli abitanti del quartiere rispetto ai quali abbiamo sempre cercato di mantenere le porte aperte. In secondo luogo la consapevolezza che l’idea di poter vivere lo spazio come qualcosa di intimo, ed al tempo stesso di pubblico, si sia progressivamente accompagnata ad una costante ricerca di qualità artistica da coltivare in ambiti espressivi differenti. Alzando il livello dell’offerta la gente ci è venuta sempre dietro dandoci fiducia e ripagando i nostri sforzi come quando siamo riusciti a portare a bellARTE nomi del calibro di Emma Dante ed Alessandro Bergonzoni”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dal 2015 i destini di Tedaca si incorociano con quelli de Il Mulino di Amleto diretto da Marco Lorenzi: sinergia nata per caso o segnale di un preciso desiderio di intraprendere un percorso condiviso?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Dal 2015 in realtà la famiglia si è allargata a tre componenti, Tedacà, Il Mulino di Amleto ed il gruppo I Demoni di provenienza genovese: tre tessere di un puzzle si sono combinate per la definizione di un nuovo ed inaspettato quadro di insieme. E se come Tedacà abbiamo portato il nostro contributo di attività sul territorio con particolare attenzione alla ricerca ed alla nuova drammaturgia, i ragazzi del Mulino ci hanno contagiati nell’attività di rivisitazione dei classici che così bene sanno fare: ed ancora i Demoni a fare da collante in un’ideale posto mediano tra le nostre due posizioni quasi antitetiche.<br />
La forza è stata il voler lavorare ad un indirizzo comune, sempre all’insegna dell’alta qualità e della massima diversificazione, pur partendo da presupposti diversi e senza voler minimamente tradire le singole identità: l’aspetto più interessante, ed al tempo stesso di maggior auspicio per il futuro, è la definizione di un gruppo di artisti stabili che lavorano nelle tre compagnie all’interno delle quali portano ciascuno il proprio contributo in termini di esperienza e professionalità. Il tutto, è inutile dirlo, è anche sinonimo di un’importante continuità lavorativa, aspetto da non sottovalutare per i nostri tempi”.<br />
Venendo all&#8217;attualità, siete freschi di debutto con l&#8217;ultima produzione, “Il sentiero dei passi pericolosi” di Michel Marc Bouchard: quale il significato di questo lavoro all&#8217;interno del vostro percorso artistico?<br />
“Di sicuro è un progetto che fino a qualche anno fa non avremmo potuto affrontare, nuova tappa di un itinerario di crescita che oggi consente di metterci alla prova con sfide maggiormente impegnative. Ci piace viverlo come simbolo di una raggiunta maturità, e testimonianza diretta è il fatto che nei prossimi mesi, mentre saremo impegnati in una lunga tournee in giro per l’Italia con Il sentiero, a bellARTE continuerà ininterrotto l’impegno con scuole e famiglie, oltreché la ricca stagione teatrale: da qui al futuro speriamo di poter continuare a fare teatro per parlare dell’oggi, senza con questo ingorare le attese e le richieste del pubblico, ma rafforzando la missione originaria che è di vivere l’atto creativo come una strada per riflettere di noi, del nostro vissuto passato e delle nostre vite, presenti e future”.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Intervista a cura di<br />
<em>Roberto Canavesi</em></p>
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		<title>Sei mesi “Di teatro e di note” al Circolo Bloom.</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2016 10:08:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Isola teatrale lontana dai fasti delle sale cittadine del centro, il Circolo Bloom si appresta a vivere la sua quarta stagione di prosa e musica con il cartellone Di teatro e di note 4: da dicembre a maggio sei mesi di appuntamenti con il dichiarato intento di consolidare il legame instaurato in questi anni con [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-6399" src="/wp-content/uploads/circolo_bloom.jpg" alt="circolo_bloom" width="600" height="452" /></p>
<p style="text-align: justify;">Isola teatrale lontana dai fasti delle sale cittadine del centro, il Circolo Bloom si appresta a vivere la sua quarta stagione di prosa e musica con il cartellone <strong><em>Di teatro e di note 4: </em></strong>da dicembre a maggio sei mesi di appuntamenti con il dichiarato intento di consolidare il legame instaurato in questi anni con il territorio, un sodalizio salutato dall’entusiasmo del pubblico che ha sempre popolato la sala di via Challant: “<em>a questa offerta teatrale per un pubblico adulto</em> – scrivono gli organizzatori &#8211; <em>il Circolo Bloom affianca una continua e costante proposta di attività teatrali laboratoriali rivolte ai ragazzi, che sono diventati nel tempo una presenza e una risorsa ormai costanti e consolidate”</em>. Ed ancora il perdurare di una lungimirante attività in prospettiva con proficue collaborazioni aperte ad altre realtà culturali del territorio in nome di una sinergia artistica funzionale alla diffusione della cultura teatrale e musicale in tutte le sue forme. Scorrendo il ricco cartellone di dodici appuntamenti, dalla prosa al teatro musicale, spicca la presenza di giovani interpreti, torinesi e non, protagonisti di opere originali: ed ancora, tra gli altri, apprezzati cavalli di ritorno tra attori e musicisti già ben accolti nelle passate edizioni come Giorgia Goldini, Simona Colonna, i Let’s Beat, il Maestro Remo Barnava e l’Orchestra Mandolinistica di Torino. Un viaggio che inizierà e si concluderà con i padroni di casa della Compagnia del Circolo Bloom in scena a dicembre con <strong><em>Incubo all’Harlequin Hotel</em></strong> ed a maggio con <strong><em>Conto alla rovescia</em></strong>, un giallo e un noir tratti della letteratura statunitense.</p>
<p style="text-align: justify;">La sezione delle novità vedrà protagonisti tra gli altri il gruppo L’opera Rinata con <strong><em>Figaro qua Figaro là</em></strong>, interpretazioni dal vivo di arie da opere famosissime, i  genovesi Narramondo con <strong><em>Dieci</em></strong> dove la bravissima Elena Dragonetti darà vita ad altrettanti personaggi le cui voci arrivano dalle periferie e dai vicoli: ed ancora proposte all’insegna del dialetto, piemontese e non solo, per mantenere viva la memoria di un antico patrimonio culturale comune a tutti gli abitanti del nostro paese. Da ultimo la curiosa ed originale novità prevista per tutte le serata della stagione: una sorta di prologo che richiederà al pubblico di lasciarsi andare in un liberatorio applauso, o in una non meno coinvolgente risata, per ricordare il genio creativo di Dario Fo, il suo senso critico e la sua ironia, nella speranza che mantenerne vivo il ricordo possa contribuire alla definizione di un futuro (non solo teatrale) decisamente migliore.</p>
<p style="text-align: justify;">Per gli appuntamenti al Circolo Bloom biglietti da Euro 10 e ad Euro 8 con informazioni e prenotazioni all’email <em>info@circolobloom.org</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>ROBERTO CANAVESI</em></p>
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		<title>EDITH. Viaggio attorno al vorticoso mondo di Grey Gardens</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2016 06:21:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[1 NOVEMBRE &#124; ore 21.30 &#124; Piccolo Cinema – via Cavagnolo 7, Torino 5 NOVEMBRE &#124; ore 19.00 &#124; il Circolo dei Lettori – via Bogino 9, Torino dal 10 NOVEMBRE &#124; dalle 18.00 &#124; Cocktail bar Lumeria – via Reggio 6/c, Torino Con il mese di novembre si dà il via al progetto EDITH. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-6376" src="/wp-content/uploads/edith2.png" alt="edith2" width="600" height="500" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>1 NOVEMBRE | ore 21.30 | Piccolo Cinema – via Cavagnolo 7, Torino</strong><br />
<strong> 5 NOVEMBRE | ore 19.00 | il Circolo dei Lettori – via Bogino 9, Torino</strong><br />
<strong> dal 10 NOVEMBRE | dalle 18.00 | Cocktail bar Lumeria – via Reggio 6/c, Torino</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Con il mese di novembre si dà il via al progetto EDITH. Tre gli appuntamenti culturali e mondani dislocati per la città di Torino. Un’occasione unica per immergersi nell’atmosfera dell’America anni ‘30. Una sola raccomandazione per il pubblico: badare ai dettagli.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto artistico EDITH, ideato e realizzato da Chiara Cardea e Elena Serra, con la collaborazione organizzativa di Davide Barbato, prende ispirazione da un noto documentario girato nel 1975 da Albert e David Maysles, dal titolo Grey Gardens. Il film racconta la storia di due donne realmente esistite: Edith Ewing Bouvier Beale e sua figlia Edith Bouvier Beale, rispettivamente zia e cugina di primo grado di Jacqueline Kennedy Onassis. Le due Edith furono protagoniste fino agli anni Cinquanta della vita mondana newyorkese, e divennero in seguito simbolo di scandalo e decadenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Inizia così il viaggio attorno al vorticoso e affascinante mondo di Grey Gardens. Il primo appuntamento del progetto, organizzato in collaborazione con Associazione Antiloco, è martedì 1 novembre alle ore 21.30 al Piccolo Cinema di via Cavagnolo 7, per la proiezione del documentario originale Grey Gardens di Albert e David Maysles (1975), per l’occasione sottotitolato in italiano. Il film ripercorre la storia di Edith Ewing Bouvier e sua figlia Edith Bouvier Beale, che da sofisticate signore dell&#8217;alta società scelgono di recludersi nell&#8217;ormai fatiscente residenza di Grey Gardens, luogo un tempo di sfarzosi ricevimenti dell’upper class americana. Il documentario si sofferma sul rapporto madre-figlia, tra recriminazioni e affetto, amore e odio.<br />
Alla fine della proiezione interverrà, a commento del film, Giorgio Ghibaudo, del gruppo cultura Arcigay Torino e fondatore della rivista letteraria Carie.</p>
<p style="text-align: justify;">Si prosegue poi sabato 5 novembre alle ore 19.00, presso il Circolo dei Lettori, per una serata speciale, Edith&#8217;s party. L’evento, creato in sinergia con Terre Spezzate, nota realtà di Gioco di Ruolo dal Vivo, sarà interamente ambientato nell’era rooseveltiana, in pieno New Deal. Tutto, ogni dettaglio, dal dress code alla musica, racconterà di quell’epoca. Ogni partecipante alla festa sosterrà un vero e proprio “ruolo” nel gioco, e sarà invitato a “far finta di”&#8230; essere a New York, al Pierre Hotel sulla Fifth Avenue, il 5 novembre del 1936. Due giorni prima, il democratico Franklin Delano Roosvelt vince sul repubblicano Alfred Mossman Landon. Phelan Beale e Edith Ewing Bouvier Beale hanno organizzato una festa per il debutto in società della loro figlia Edith Bouvier Beale. La festa è realizzata grazie alla collaborazione con il Circolo dei lettori e con il sostegno di Renaise – abiti d’Altra moda e TAF &#8211; Tiramisù alle Fragole.</p>
<p style="text-align: justify;">A partire dal 10 novembre, grazie al sostegno del cocktail-bar Lumeria in via Reggio 6/C sarà in carta il cocktail Edith, una ricetta speciale ispirata al mondo di Grey Gardens. Gustare questo cocktail sarà un modo per sostenere la produzione dello spettacolo teatrale, attraverso un inedito e inebriante crowdfunding.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto il progetto culminerà nel mese di gennaio con il debutto &#8211; in prima nazionale – di EDITH di Elena Serra, Chiara Cardea, Davide Barbato, con Chiara Cardea e Elena Serra, per la regia di Elena Serra, produzione esecutiva Teatro della Caduta, previsto per il giorno 14 gennaio 2017 al Teatro Gobetti, per la Stagione del Teatro Stabile di Torino &#8211; Teatro Nazionale, nell’ambito della terza edizione della rassegna dedicata ai linguaggi del contemporaneo il Cielo su Torino, organizzata dallo Stabile torinese.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Info &amp; prenotazioni</strong><br />
<strong> e-mail: edith.greygardens@gmail.com</strong><br />
<strong> facebook: www.facebook.com/Edith.GreyGardens</strong></p>
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		<title>E Johnny prese il fucile</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2016 10:12:23 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Spettacoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Il romanzo pacifista di Dalton Trumbo è un incredibile racconto della  Prima guerra mondiale attraverso i soli pensieri di vita e di morte del  protagonista ormai ridotto a un tronco umano. Sergio Ferrentino ne realizza un originale e coinvolgente adattamento teatrale, con un lavoro  innovativo e provocatorio sulla voce e sulla tecnica di riproduzione  tridimensionale [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone  wp-image-6407" src="/wp-content/uploads/01-johnny560.jpg" alt="01-johnny560" width="600" height="401" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il romanzo pacifista di Dalton Trumbo è un incredibile racconto della  Prima guerra mondiale attraverso i soli pensieri di vita e di morte del  protagonista ormai ridotto a un tronco umano. Sergio Ferrentino ne realizza un originale e coinvolgente adattamento teatrale, con un lavoro  innovativo e provocatorio sulla voce e sulla tecnica di riproduzione  tridimensionale del suono e con un impatto emotivo dirompente.</p>
<p><strong>tratto dal romanzo di Dalton Trumbo</strong><br />
<strong>con Sax Nicosia, Roberto Recchia, Eleni Molos</strong><br />
<strong>adattamento e regia Sergio Ferrentino</strong></p>
<p><strong class="titolo">23, 24, 25 novembre 2016, ore 21</strong> <strong>&#8211; Teatro Baretti</strong><br />
<a href="http://www.cineteatrobaretti.it/teatro/in-spirito-con-spirito/e-johnny-prese-il-fucile.htm" target="_blank">la scheda completa dello spettacolo</a></p>
<hr />
<h3 class="titoli" align="justify">&#8220;Grazie Johnny&#8221;, note di regia di Sergio Ferrentino</h3>
<p align="justify">&#8220;Si, certo, mi ricordo il film..&#8221; Di solito questa è la risposta alla mia domanda su <em>E Johnny prese il fucile</em>, non sono molti quelli che l&#8217;hanno letto. I più informati ricordano &#8220;..ma Dalton Trumbo non era nella lista nera di Hollywood?&#8221; E&#8217; in quel momento che si cerca di spiegare la scelta: adattare <em>E Johnny prese il fucile</em> per parlare della Prima Guerra Mondiale. Dalton Trumbo fece il film 32 anni dopo l&#8217;uscita editoriale; in realtà la parte curiosa fu quando, nel 1957, il suo prestanome a Hollywood vinse l&#8217;Oscar con un filmetto d&#8217;ambiente messicano, La più grande corrida. Ma noi siamo qui per parlare della Prima Guerra Mondiale, cento anni dopo. In attesa di essere sommersi da racconti, evocazioni, storie, testimonianze, diari, lettere, canti, cori… Qualsiasi traccia che possa raccontare cosa è successo in quei giorni, mesi o anni sarà utile per evocare. Forse Johnny non evoca, o meglio, usa la Prima Guerra per raccontare la guerra. Il legame con il centenario è saldo. Il protagonista fa parte di &#8220;quelli delle trincee&#8221;, è un soldato, uno dei milioni di giovani portati ad uccidere altri giovani. Ma quelli che hanno letto il libro o visto il film sanno che lui pensa ostinatamente dall&#8217;interno della sua detenzione corporea. Tutto il libro si muove e vive sui suoi pensieri di morte o di vita, solo pensieri con qualche ricordo della fidanzata, del padre, della madre… e poco altro. Dal punto di vista teatrale si può intuire un dolorosissimo monologo… ma dal punto di vista radiofonico entrano nel campo acustico i suoni, gli effetti e i tre livelli di recitazione su cui è impostato tutto l&#8217;adattamento. Perché tre livelli? E quali sono? Pensare, sognare, ricordare. Tre impostazioni diverse per narrare, intrecciate tra loro ma con caratteristiche acustiche saldamente separate dalla storia e dall&#8217;uso della voce. Pensare per parlare a noi stessi delle paure senza mediazioni. I sogni, immagini e desideri fuori controllo che si possono trasformare in incubi. I ricordi setacciati, quasi sempre positivi, sui quali s&#8217;inseriscono, scompostamente, quelli dolorosi. Alla voce si affianca la tecnica binaurale che si dedica a sottolineare, alimentare e amplificare gli effetti e i suoni che narrano insieme alla parola e alle musiche originali, rendendo quasi obbligatorio l&#8217;uso delle cuffie per l&#8217;ascolto del radiodramma. Tre voci, quindi, laceranti e lacerate dello stesso attore che servono a denunciare gli orrori della guerra, non della Prima Guerra Mondiale. E&#8217; per questo motivo che dal 1939, ad ogni guerra americana, il libro è sempre stato ritirato dalle librerie. Così è stato per la Seconda Guerra, poi la Corea, poi il Vietnam. Ora è difficile trovarlo anche su eBay. Meglio lasciare ancora una traccia, per questa volta acustica.</p>
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		<title>Lady Macbeth &#8211; Scene da un matrimonio</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2016 10:21:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Spettacoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Michele De Vita Conti e Maria Alberta Navello incontrano un&#8217;insolita Lady Macbeth. Quello tra Lady Macbeth e suo marito è l’unico matrimonio davvero funzionante in Shakespeare, dice con ragione molta della critica ufficiale. Un’unione fatta di amore, ambizione, attrazione e certamente complicità. Fino ad un certo punto, fino a quando lei, come potrebbe capitare e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/DO8_8379.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-6410" src="/wp-content/uploads/DO8_8379.jpg" alt="DO8_8379" width="960" height="640" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Michele De Vita Conti e Maria Alberta Navello incontrano un&#8217;insolita Lady Macbeth.<br />
Quello tra Lady Macbeth e suo marito è l’unico matrimonio davvero funzionante in Shakespeare, dice con ragione molta della critica ufficiale. Un’unione fatta di amore, ambizione, attrazione e certamente complicità. Fino ad un certo punto, fino a quando lei, come potrebbe capitare e capita in molti matrimoni, non vede un lato di lui che la delude profondamente. La nostra protagonista spiega e analizza con macabra lucidità questo legame come una ricercatrice in un laboratorio; come costretta in una sorta di limbo, forse quello cui sono condannati i suicidi, dove rivive la sua storia d’amore e la scompone per il pubblico. Lo fa in modo crudo e crudele. Prima di tutto con se stessa.<br />
Dopo aver provato a far rivivere Orson Welles, Mia Martini e Poe, Michele De Vita Conti propone ora un esperimento un po’ differente con un arcinoto personaggio shakespeariano, trattandolo come fosse realmente esistito.</p>
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<h3 class="schedaSezione testoSezione3">24 novembre  &#8211; 4 dicembre 2016 – Teatro Astra<br />
<a href="http://fondazionetpe.it/spettacoli/lady-macbeth-scene-da-un-matrimonio/" target="_blank">la scheda completa dello spettacolo</a></h3>
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		<title>A BellArte va in scena  Il Grande Inquisitore</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2016 09:44:29 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Spettacoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Bene male e libero arbitrio in un monologo ironico e beffardo. A BellArte va in scena Il Grande Inquisitore, diretto da Peter Brook e interpretato da Bruce Myers, rivisitazione in forma di reading dello spettacolo in tour dal 2007 nei maggiori teatri del mondo. Un’opera e un ospite di caratura internazionale per un teatro che, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/wp-content/uploads/Bruce-Myers-Il-grande-inquisitore-2.jpg"><img class="alignnone wp-image-6402" src="/wp-content/uploads/Bruce-Myers-Il-grande-inquisitore-2.jpg" alt="Bruce Myers (The Grand Inquisitor) in &quot;The Grand Inquisitor&quot; @ Barbican, Pit Theatre (opening 21-02-6) ©Tristram Kenton 02/06 (3 Raveley Street, LONDON NW5 2HX TEL 0207 267 5550  Mob 07973 617 355)email: tristram@tristramkenton.com" width="595" height="396" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Bene male e libero arbitrio in un monologo ironico e beffardo. A BellArte va in scena <strong>Il Grande Inquisitore,</strong> diretto da Peter Brook e interpretato da Bruce Myers, rivisitazione in forma di reading dello spettacolo in tour dal 2007 nei maggiori teatri del mondo. Un’opera e un ospite di caratura internazionale per un teatro che, con la stagione <strong>Happy Birthday &#8211; Il bello deve ancora venire</strong>, intende festeggiare il suo decimo anno di attività.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">L’opera si svolge in Spagna, a Siviglia, nel periodo più atroce dell’Inquisizione, quando ogni giorno venivano accesi roghi e bruciati eretici. Nel momento più oscuro della chiesa, il Cristo decide di ritornare fra gli uomini ma viene condannato dal cardinale Grande Inquisitore che ordina alle guardie di arrestarlo e rinchiuderlo in cella. Tratto da un capitolo specifico di “I fratelli Kamarazov”, il trasformismo di Bruce Myers, e la sinergia di lunga durata con Peter Brook, costruiscono un allestimento che rende il pensiero di <strong>Fedor Dostoevskij</strong> assolutamente contemporaneo, descrivendo un mondo che ha confuso la concezione della misericordia con il potere dell’autorità.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Bruce Myers</strong>, attore britannico, studia alla “Royal Academy of Drama Art” di Londra e aderisce nel 1970 al “Centro Internazionale di Ricerca Teatrale” fondato a Parigi da <strong>Peter Brook</strong>, dove prende parte a tutte le produzioni teatrali, viaggiano in tournée per i cinque continenti. Diventa in seguito membro del CICT (Centro Internazionale di Creazione Teatrale) e dal 2007 si impegna a mettere in scena, in tutto il mondo, i monologhi diretti da Peter Brook: <em>Il Grande Inquisitore</em> e <em>Love Is My Sin</em>.</p>
<hr />
<p style="text-align: justify;">
<p>18 novembre, ore 21.00<br />
<strong>Informazioni di riferimento<br />
</strong>Teatro bellARTE <strong>– </strong>Stagione Happy Birthday – Il bello deve ancora venire 16-17<br />
via Bellardi 116, Torino<br />
10 euro (intero) e 8 euro (ridotto per under trenta; over sessanta, disabili)<br />
<a href="http://www.tedaca.it/il-grande-inquisitore/">www.tedaca.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Informazioni e prenotazione posti<br />
</strong>lunedì-venerdì / Apertura segreteria h.16.30<strong>&#8211;</strong>19.00<br />
Tel. 0117727867; Mob. 3206990599 e <a href="mailto:info@tedaca.it">info@tedaca.it</a></p>
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		<title>Di teatro e di note &#8211; Circolo Bloom</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2016 11:26:51 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Spettacoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Quarta rassegna di spettacoli teatrali e musicali 2 dicembre 2016 &#8211; 27 maggio 2017 ore 21.00 Anche per quest’anno, nonostante la presenza dei molti problemi economici e burocratici a cui far fronte, il Circolo Bloom è lieto con questa rassegna di proseguire il percorso culturale sul territorio, iniziato nel 2013 e arricchito da una maggiore [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-6399" src="/wp-content/uploads/circolo_bloom.jpg" alt="circolo_bloom" width="600" height="452" /></p>
<p><strong>Quarta rassegna di spettacoli teatrali e musicali</strong><br />
<strong>2 dicembre 2016 &#8211; 27 maggio 2017</strong><br />
<strong>ore 21.00</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Anche per quest’anno, nonostante la presenza dei molti problemi economici e burocratici a cui far fronte, il Circolo Bloom è lieto con questa rassegna di proseguire il percorso culturale sul territorio, iniziato nel 2013 e arricchito da una maggiore visibilità acquisita negli ultimi anni, anche grazie alla realizzazione nel 2015/2016, dopo due anni di studi e ricerche storiche, del Progetto <strong>“Porto Lesna . Un’Isola felice alla Porte di Torino”</strong>, rivolto proprio alla popolazione della Borgata dove il Circolo Bloom ha sede. Questo lavoro teatrale di recupero delle origini e dell’identità della zona ha avuto un successo pieno, avvalorato dall’entusiasmo dimostrato dal numerosissimo pubblico presente in tutte le repliche finora effettuate.<br />
A questa offerta teatrale per un pubblico adulto il Circolo Bloom affianca una continua e costante proposta di attività teatrali laboratoriali rivolte ai ragazzi, che sono diventati nel tempo una presenza e una risorsa ormai costanti e consolidate.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla luce dei riscontri positivi ottenuti e consapevoli della propria utilità sociale, il Circolo Bloom continua perseguire e a realizzare i propri progetti, lavorando anche in prospettiva di una collaborazione con altre realtà culturali del territorio, convinto che la diffusione della cultura teatrale e musicale in tutte le sue forme sia un valore per migliorare la vita delle persone, in termini di scoperta, conoscenza, divertimento, partecipazione e aggregazione.<br />
Il cartellone 2016/2017 di “Di Teatro e di Note 4” si caratterizza per la presenza di giovani attrici e attori non appartenenti solo al panorama teatrale torinese, che presentano opere originali in cui la satira sociale si unisce ad una personale ricerca artistica. Il cartellone conferma ancora la presenza di attori e musicisti che sono stati ben accolti nelle passate edizioni. Citiamo tra gli altri Giorgia Goldini, Simona Colonna, i Let’s Beat, il Maestro Remo Barnava e l’Orchestra Mandolinistica di Torino.<br />
Il piacere di aprire e chiudere la rassegna quest’anno toccherà alla Compagnia stessa del Circolo Bloom, con un giallo e un noir tratti della letteratura statunitense, scritti per la radio, adattati e messi in scena dal Circolo Bloom.<br />
Tre le novità assolute di quest’anno: la presenza di uno spettacolo de L’opera Rinata, compagnia di sicuro e confermato successo, con Figaro qua Figaro là, con interpretazioni dal vivo di arie da opere famosissime; Dieci, della compagnia Narramondo di Genova, spettacolo presente al Torino Fringe Festival del 2015, interpretata da una straordinaria Elena Dragonetti che “vive” dieci personaggi, attraverso i quali porta il suono di voci che arrivano dalle periferie, da vicoli oscuri e suggerisce una lettura di vicende umane vissute sotto lo sguardo assente di un Dio che è altrove.<br />
Altra novità la presenza del dialetto, piemontese e non solo, a ricordarci che la nostra cultura non può dimenticare le proprie radici, comuni a tutti gli abitanti di quest’Italia, che non attraversa un’epoca propriamente felice.<br />
E infine un pensiero per celebrare la memoria del grande Dario Fo e del suo enorme e prezioso lavoro, da parte del Circolo Bloom che proporrà al pubblico all’inizio degli spettacoli un applauso ed una risata (anche solo interiore) per ricordare, in suo onore, che il senso critico, la comicità, l’ironia e la satira possono contribuire a costruire un futuro migliore.</p>
<p><strong>Circolo Bloom</strong><br />
<strong>Via Challant, 13 Torino</strong><br />
<a href="http://www.circolobloom.org" target="_blank">www.circolobloom.org</a></p>
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		<title>A spasso nel magico mondo di Edith &#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2016 06:25:16 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Presentazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo spettacolo è atteso per gennaio 2017 nella sezione Il Cielo su Torino per la stagione dello Stabile torinese, ma Chiara Cardea ed Elena Serra prendono una lunga rincorsa con il loro Edith di cui, oltre ad essere interpreti, sono anche autrici insieme al sempre presente Davide Barbato. A partire dal mese di novembre, infatti, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/04-the-costumes-1024.jpg"><img class="alignnone  wp-image-6394" src="/wp-content/uploads/04-the-costumes-1024.jpg" alt="04-the-costumes-1024" width="603" height="339" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Lo spettacolo è atteso per gennaio 2017 nella sezione <strong><em>Il Cielo su Torino</em></strong> per la stagione dello Stabile torinese, ma Chiara Cardea ed Elena Serra prendono una lunga rincorsa con il loro <strong><em>Edith</em></strong> di cui, oltre ad essere interpreti, sono anche autrici insieme al sempre presente Davide Barbato.</p>
<p style="text-align: justify;">A partire dal mese di novembre, infatti, sono previste tre tappe di avvicinamento per immergersi nell’America anni ’30 teatro dell’intera vicenda: il primo tassello del mosaico è stata la proiezione del documentario <strong><em>Grey Gardens</em></strong> di Albert e David Maysles, la pellicola datata 1975, per l’occasione sottotitolata in italiano, al cui interno si ripercorre la storia di Edith Ewing Bouvier e di sua figlia Edith Bouvier Beale, una volta austere e sofisticate signore dell&#8217;alta società, oggi autorecluse in quella residenza di Grey Gardens già fulcro della sfarzosa vita sociale dell’<em>upper class</em> americana.</p>
<p style="text-align: justify;">A seguire il vero evento è stata la festa organizzata all&#8217;interno del Circolo dei Lettori i cui sempre meravigliosi saloni sono diventati per una sera la New York del 1936, città contrastata dove borghesia ed intellighenzia si danno appuntamento a due giorni dalla elezioni del Presidente Roosvelt per dibattere tra il serio ed il faceto di politica, economia ed altro ancora: l&#8217;occasione è offerta dal grande ricevimento per i 14 anni della giovane Edith, un ingresso in società per il quale i genitori hanno fatto le cose in grande invitando, tra gli altri, l&#8217;intera famiglia Kennedy come attori e scrittori di successo, finanzieri, economisti, produttori cinematografici o semplici amici di famiglia. Il tutto assume i contorni di un appassionante gioco di ruolo, ottimamente organizzato dai ragazzi di Terre Spezzate, cui partecipano centrotrenta persone a vario titolo convenute negli spazi di via Bogino per vivere tre ore abbondanti di un coinvolgente sabato sera: uomini in frac, donne in abiti da sera con vezzose acconciature per il ritratto di una comunità sensibile al chiacchiericcio ed al dibattito frivolo. E poi ci sono le padrone di casa, Edith madre ed Edith figlia, pronte a mostrarsi in tutto quel fascino che di lì a qualche anno sarebbe stato travolto da un impietoso destino.</p>
<p style="text-align: justify;">Calato il buio sulle sfarzose luci della festa non resta che gustare la terza ed ultima tappa del progetto: da giovedì 10 novembre, con il sostegno del cocktail-bar Lumeria in via Reggio 6/C, sarà infatti possibile degustare il cocktail Edith, ricetta speciale pensata ed ispirata al mondo di Grey Gardens la cui consumazione sarà finalizzata al sostentamento dell&#8217;attività produttiva dello spettacolo attraverso una curiosa attività di crowdfunding.</p>
<p style="text-align: justify;">Esauriti gli incontri non resterà che attendere sabato 14 e domenica 15 gennaio 2017 per scoprire al Teatro Gobetti i misteri e le condizioni di vita degli abitanti di Grey Gardens &#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>ROBERTO CANAVESI</em></p>
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		<title>Insolito!</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2016 14:29:27 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Presentazioni]]></category>
		<category><![CDATA[primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Non è facile essere creduti quando si afferma di essere stati i primi. Ed è faticoso smantellare la diffidenza di certa critica quando si è autenticamente strani. Eppure Assemblea Teatro, che in questa imminente stagione 2016/17 raggiunge il trentennale dalla rassegna Insolito, da sempre di nome e di fatto, è arrivata spesso prima (con gli [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/insolito_articolo.png"><img class="alignnone size-full wp-image-6371" src="/wp-content/uploads/insolito_articolo.png" alt="insolito_articolo" width="600" height="405" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Non è facile essere creduti quando si afferma di essere stati i primi. Ed è faticoso smantellare la diffidenza di certa critica quando si è autenticamente strani. Eppure Assemblea Teatro, che in questa imminente stagione 2016/17 raggiunge il trentennale dalla rassegna Insolito, da sempre di nome e di fatto, è arrivata spesso prima (con gli spettacoli nella sala polifunzionale de Il Mulino, con Lindsay Kemp, con il circo-teatro di Hot y Neon e ancora) e se i critici non li ha conquistati subito è riuscita poi ad ottenerne la fiducia, perché il lavoro, strenuo e serio, paga.<br />
Così Renzo Sicco e il suo staff hanno presentato un cartellone nuovamente fuori dal coro che si dirama dal 10 novembre ad aprile al Teatro Agnelli di Torino ma sarebbe più esatto dire in Uruguay, Argentina, Messico o in altri luoghi immaginari, vicini e lontani, uniti da alcuni percorsi tematici, come lo sport che sposa il teatro o gli omaggi, perché Assemblea Teatro ha cura della memoria. E allora non si possono scordare i 50 anni dalla morte di Luigi Tenco, celebrato da Edoardo Cerea il 20 gennaio in Io sono uno. Con lo sport si gioca parecchio fin dal 10 novembre alle 21 con Peñarol – Il Piemonte dell’Urugay di Darwin Pastorin con la regia di Sicco, una pièce in due tempi, come le partite di calcio, che ripercorre una curiosa vicenda di pallone ed emigrazione quando erano i piemontesi a prendere il mare. Seguono due intriganti debutti nazionali e “olimpici” di Accademia dei Folli, dal 23 al 25 novembre JC. La storia di Jesse Owens e dal 15 al 17 febbraio Le vittorie imperfette: due rivisitazioni da palcoscenico di situazioni emblematiche legate ai giochi olimpici. Sport e spettacolo perché il primo è metafora della vita con le sue gioie e crudeltà come quella insensata di cui furono vittime Aldo e Dino Ballarin, giocatori del Grande Torino schiantatosi a Superga, a cui è dedicato Tesi di laurea, un nuovo allestimento di Assemblea Teatro scritto da Barbara Mastella e previsto dal 5 al 7 aprile. Il cartellone, che propone anche l’apprezzata rassegna per piccini e famiglie Domenicamattinateatro alle 11 di domenica fino al 27 marzo, potrebbe ancora arricchirsi. Sostenitori istituzionali e privati del cartellone cittadino di Assemblea Teatro sono Mibact, Regione Piemonte, Sistema Teatro Torino, Città Metropolitana di Torino, Associazione Quaranta e Il Buon Riso, che chiude una compagine nutrita dove però mancano le fondazioni bancarie. Un’occasione per dare un segnale positivo potrebbe essere quella dell’ormai prossimo cinquantesimo compleanno della compagnia, fondata nel 1967. <a href="http://www.assembleateatro.com" target="_blank">www.assembleateatro.com</a></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Maura Sesia</em></p>
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		<title>Il Sentiero dei Passi Pericolosi</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2016 14:25:54 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Spettacoli]]></category>

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		<description><![CDATA[: I compleanni bisogna festeggiarli bene. Se a compierli è un teatro, il regalo è una stagione densa di spettacoli e con un messaggio prossimo di speranza. Questa l’intenzione di BellArte che festeggia il suo decimo anno di vita con Happy Birthday – Il bello deve ancora venire 16-17, stagione in cui sono condensate la [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-6382" src="/wp-content/uploads/tedaca_2.jpg" alt="tedaca_2" width="600" height="400" /></h3>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">:</span><br />
I compleanni bisogna festeggiarli bene. Se a compierli è un teatro, il regalo è una stagione densa di spettacoli e con un messaggio prossimo di speranza. Questa l’intenzione di BellArte che festeggia il suo decimo anno di vita con <strong>Happy Birthday – Il bello deve ancora venire 16-17</strong>, stagione in cui sono condensate la gioia per questo traguardo e l’intenzione di continuare a porre il linguaggio teatrale al centro di una riflessione sull’umano, necessaria al fine di costruire futuri migliori. La stagione del suo decimo compleanno è un concentrato di storie provenienti da tutta Italia, grazia ad artisti e compagnie come Bebo Storti, Leo Muscato, Eugenio Allegri, Oscar De Summa (Premio Hystrio-Anct 2016), Michele Sinisi, Nina&#8217;s Drag Queen, Carullo<strong>&#8211;</strong>Minasi, Piccola Compagnia Dammacco, TiDA – Théâtre Danse (..ecc.). Padrino eccezionale di questa densa stagione è <strong>Bruce Myer</strong>, celebrato attore britannico che il 18 novembre mette in scena a BellArte “Il grande Inquisitore”, spettacolo di <strong>Peter Brook</strong> in tour dal 2007 nei maggiori teatri del mondo.</p>
<hr />
<p style="text-align: justify;">A inaugurare questo lungo compleanno è invece <strong>Il Sentiero dei Passi Pericolosi</strong>, di Michel Marc Bouchard, nuova produzione <strong>Tedacà</strong> firmata Simone Schinocca, Il testo è una drammaturgia originale scritta dal canadese <strong>Michel Marc Bouchard</strong> (Premio “Dora Award” per la migliore opera teatrale e “Floyd S. Chalmers Canadian Play Award” come miglior drammaturgo canadese) e <strong>mai rappresentata in Piemonte</strong>. Nuova produzione di Tedacà, dopo <strong>Strani Oggi</strong>, opera finalista al <em>Festival di Teatro Civile CassinoOFF</em> ed esordita nella scorsa stagione del Teatro Stabile di Torino.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>4-6 novembre, ore 21.00</strong><br />
Teatro bellARTE <strong>– </strong>Stagione Happy Birthday – Il bello deve ancora venire 16-17<br />
via Bellardi 116, Torino<br />
ingresso 10 euro (intero) e 8 euro (ridotto per under trenta; over sessanta, disabili)<br />
<a href="http://www.tedaca.it/stagione-di-bellarte/happy-birthday-il-bello-deve-ancora-venire-16-17/">www.tedaca.it</a></p>
<hr />
<p style="text-align: justify;"><strong>Informazioni e prenotazione posti<br />
</strong>lunedì-venerdì / Apertura segreteria H 16.30<strong>&#8211;</strong>19.00<br />
Tel. 0117727867; Mob. 3206990599 e <a href="mailto:info@tedaca.it">info@tedaca.it</a></p>
<hr />
<p style="text-align: justify;"><strong>Happy Birthday &#8211; Il bello deve ancora venire</strong> è la seconda stagione firmata <strong>Tedacà </strong>e <strong>Il Mulino di Amleto</strong>, organizzata in collaborazione con il progetto <strong>CortoCircuito Torino</strong> della <strong>Fondazione Piemonte dal Vivo</strong>; con il sostegno di <strong>Regione Piemonte</strong>, <strong>Settore Politiche Giovanili</strong> della <strong>Città di Torino</strong>, <strong>Circoscrizione IV</strong> della <strong>Città di Torino</strong>, e con il contributo della <strong>Fondazione CRT</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Celestini e Laika al Teatro Garybaldi</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Oct 2016 09:29:36 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Spettacoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Un Gesù improbabile si confronta coi propri dubbi e le proprie paure. Vive chiuso in un appartamento di qualche periferia. Dalla sua finestra si vede il parcheggio di un supermercato e il barbone che di giorno chiede l’elemosina e di notte dorme tra i cartoni. Con Cristo c‟è Pietro che passa gran parte del tempo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-6374" src="/wp-content/uploads/celestini1.png" alt="celestini" width="600" height="399" /></p>
<p style="text-align: justify;">Un Gesù improbabile si confronta coi propri dubbi e le proprie paure. Vive chiuso in un appartamento di qualche periferia. Dalla sua finestra si vede il parcheggio di un supermercato e il barbone che di giorno chiede l’elemosina e di notte dorme tra i cartoni. Con Cristo c‟è Pietro che passa gran parte del tempo fuori di casa ad operare concretamente nel mondo: fa la spesa, compra pezzi di ricambio per riparare lo scaldabagno, si arrangia a fare piccoli lavori saltuari per guadagnare qualcosa. Questa volta Cristo non si è incarnato per redimere l’umanità, ma solo per osservarla e gli ha messo accanto uno dei dodici apostoli come sostegno. Il vero nome di Pietro è Simone. La radice ebraica <em>shama </em>significa <em>ascoltare</em>. Dunque Simon Pietro è colui che ascolta. È anche un uomo del popolo che non capisce bene ciò che gli sta accadendo, è spesso affrettato nelle reazioni. I Vangeli ce lo mostrano quando corre verso Cristo che cammina sulle acque per poi finire tra le onde. Ma è anche il più materiale, per ciò è chiamato <em>Kefa </em>che in aramaico significa <em>pietra</em>: è lui che paga il tributo, lui che rinnega tre volte, lui che darà vita alla Chiesa.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’appartamento questo Cristo contemporaneo non vuole che entri nessun altro, ma è interessato a ciò che accade fuori. Soprattutto vuole sapere del barbone, non per salvarlo dalla sua povertà, ma per fargliela vivere allegramente. Come se il mondo fosse il parcheggio davanti alla sua finestra. Il mondo in mille metri quadrati di asfalto osservati da un paradiso-monolocale pochi metri al di sopra. Il barbone è un nordafricano scappato dal proprio paese. Anche la scena è scarna e senza gli oggetti che siamo abituati a vedere in un appartamento. La cecità del personaggio è una cecità psichica che secondo William James “consiste non tanto nell’insensibilità alle impressioni ottiche, quanto nell’<em>incapacità di comprenderle</em>”. Insomma non il Cristo che è <em>vero Dio e vero uomo</em>, ma un essere umanissimo fatto di carne, sangue e parole. Non sappiamo se si tratta davvero del figlio di Dio o di uno schizofrenico che crede di esserlo, ma se il creatore si incarnasse per redimere gli uomini condividendo la loro umanità (e dunque anche il dolore), questa incarnazione moderna non potrebbe non includere anche le paure e i dubbi del tempo presente.</p>
<p style="text-align: justify;">Con la crisi delle ideologie nate dall’illuminismo e concretizzatesi soprattutto nel 1900 anche le religioni (in quanto visioni totalizzanti e dunque ideologiche) hanno subito un contraccolpo. L’ebraismo ha trovato una patria mescolando le incertezze religiose alle certezze nazionaliste, anche l’islamismo è diventata una religione di lotta e di governo, mentre il cristianesimo si trova a vivere la sua fase più contraddittoria con due Papi viventi uno accanto all’altro, ma con due volti contrastanti: il rigido teologo e il prete di strada. A distanza di un paio di millenni ci troviamo ora a rivivere le incertezze del cristianesimo delle origini, frutto dell’ebraismo e seme dell’islam. Queste incertezze vorrei che passassero in maniera obbligatoriamente grottesca e ironica nel personaggio che porterò in scena: un povero Cristo che può agire nel mondo solo come essere umano tra gli esseri umani. Uno che sente la responsabilità, ma anche il peso di essere <em>solo sul cuor della terra</em>: <em>vuoi vedere che la trinità è una balla e alla fine salterà fuori che Dio sono soltanto io? </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ascanio Celestini</em></p>
<p style="text-align: justify;">Sabato 5 novembre 2016 ore 21.30</p>
<p style="text-align: justify;">“Laika”<br />
di e con Ascanio Celestini<br />
con Ascanio Celestini e Gianluca Casadei alla fisarmonica<br />
voce fuori campo di Alba Rohrwacher<br />
Fabbrica (Roma)</p>
<p><strong>Teatro Civico Garybaldi di Settimo Torinese<br />
Via Partigiani 4, Settimo Torinese Biglietti intero € 12 ridotto € 10 ridotto<br />
extra € 8</strong><br />
Apertura cassa teatro un’ora prima dello spettacolo.  Come arrivare: *bus 49 fermata Levi in via Ferraris</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>INSOLITO Stagione 2016/2017</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Oct 2016 09:28:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[DA 30 ANNI SUL PALCOSCENICO Trent’anni fa Torino non era la città che è oggi, dinamica ed ospitale. Assemblea Teatro fin dalla prima decade settanta girava già con successo l’Europa con i propri spettacoli. Quando dicevamo di essere di Torino ci rispondevano “dove?” o al massimo “Ah, la Detroit d’Italia!” con un pensiero greve che [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-6371" src="/wp-content/uploads/insolito_articolo.png" alt="insolito_articolo" width="600" height="405" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>DA 30 ANNI SUL PALCOSCENICO</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Trent’anni fa Torino non era la città che è oggi, dinamica ed ospitale. <strong>Assemblea Teatro</strong> fin dalla prima decade settanta girava già con successo l’<strong>Europa</strong> con i propri spettacoli. Quando dicevamo di essere di Torino ci rispondevano “dove?” o al massimo “Ah, la Detroit d’Italia!” con un pensiero greve che intravedeva grigio fumo, tante auto e poco altro. Per quella ragione in quel grigio pensammo di lanciare un lampo fucsia (così si presentava all’epoca un nostro manifesto) lavorando per CAMBIAre TORINO.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Insolito</em></strong> è nato portando artisti che non erano mai arrivati in città e magari in Italia, artisti che parlavano linguaggi nuovi, insoliti appunto, e diversi per il teatro. Per primi ospitammo <strong>Lindsay Kemp</strong> il grande mimo rock che ha inventato Ziggy/Bowie, <strong>Hot y Neon</strong> e il loro circo-teatro, quando ancora il circo era circo e il teatro era teatro, la comicità femminile allora davvero inusuale di <strong>Luciana Littizzetto</strong> e delle <strong>Sorelle Suburbe</strong>, dalla Spagna ospitammo il mago delle bolle di sapone<strong> Pep Bou</strong>, i <strong>Chapertons</strong> e la loro comicità fatta di copertoni e <strong>Cesc Gelabert</strong> e <strong>Lidia Azopardi</strong> e il loro teatro-danza. Poi <strong>Bob Curtis</strong> e <strong>Karl Potter</strong> e l’afrodanza, <strong>Jordan e Arias</strong> e la loro “giocosa confusione” tra teatro d’operetta e grande lirica e ancora, grandi della musica quali gli allora sconosciuti <strong>Têtes de Bois</strong>, o la rockstar <strong>David Sylvian</strong>. Poi dall’Argentina dei <em>desaparecidos</em>, per primi, invitammo <strong><em>Las Madres </em></strong>a Torino. I critici ci guardavano con superiorità oppure con sospetto, era l’anima sabauda della Città di allora.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma ad osservare oggi i cartelloni degli Stabili o di tutti i teatri, avevamo ragione noi! Venti o trent’anni dopo imperversano teatro di impegno politico sociale, circo teatro, l’utilizzo di materiali insoliti dalle bolle di sapone alla sabbia, teatro danza, tanta danza di ogni tipo, ogni genere di musica e a volte molta inutile tecnologia.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nostro <strong><em>Insolito</em></strong> trovò da subito migliaia di spettatori. Ha cambiato lo sguardo di chi ci è passato dentro, lo ha sorpreso, arricchito e soprattutto alleggerito del peso “grigio” di quella Torino poi diventata evanescente. In ogni caso è stato un tassello di quel cambiamento della città, diventata altro dopo le Olimpiadi. Questo è potuto accadere perché molti, e noi tra quelli, abbiamo lavorato intensamente affinché avvenisse.</p>
<p style="text-align: justify;">Trent’anni dopo ci siamo ancora! Ben vivi! Perché anche se la città è mutata in meglio, serve ancora tanta energia e spinta verso il futuro. In questa nuova stagione raccogliamo alcuni testimoni dei nostri esordi, riportando al Teatro Agnelli <strong>Max Vandervorst</strong>, la <strong>Microband</strong> ed <strong>Edoardo Cerea</strong>, esempi di quel teatro-musicale che ci è sempre piaciuto perché ricco di intelligenza, leggerezza e di poetiche invenzioni. Poi proponiamo nella città della Juventus, del Grande Torino e del rinnovato stadio Filadelfia, un percorso di 5 spettacoli tra calcio e sport che alternano nostre nuove produzioni a quelle della giovane quanto brava compagnia <strong>Accademia dei Folli</strong> e allo storico lavoro del <strong>TEATRO DELLE FORME</strong>, perché proprio nella competizione sportiva si ritrova, come dimostrato dalle recenti Olimpiadi e Paralimpiadi, quel coraggio straordinario così necessario ad una società in crisi.</p>
<p style="text-align: justify;">E di questa crisi, così ancora tanto presente, cerchiamo profonde risposte attraverso il lavoro di <strong>Alessandro Perissinotto</strong> e gli studenti del <strong>Dams</strong>, così come nei segni dei quattro appuntamenti dedicati alla “<em>pazienza delle donne</em>” che con il loro coraggio sono da sempre artefici delle soluzioni più diverse alla crisi quotidiana del vivere.</p>
<p>Info <a href="http://www.assembleateatro.com/" target="_blank">assembleateatro.com</a></p>
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		<title>Al via la IV edizione di Concentrica</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Oct 2016 09:28:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160; Giunta alla sua quarta edizione, Concentrica, la rassegna curata dal Teatro della Caduta, espatria e conquista anche Genova. Si estende, infatti, il numero delle realtà teatrali coinvolte nel progetto che prevede la circuitazione di uno spettacolo – rigorosamente appartenente alla categoria del “teatro fuori mercato”, ovvero estraneo alle logiche di scambio o a quelle [&#8230;]]]></description>
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<p style="text-align: justify;">Giunta alla sua quarta edizione, Concentrica, la rassegna curata dal Teatro della Caduta, espatria e conquista anche Genova. Si estende, infatti, il numero delle realtà teatrali coinvolte nel progetto che prevede la circuitazione di uno spettacolo – rigorosamente appartenente alla categoria del “teatro fuori mercato”, ovvero estraneo alle logiche di scambio o a quelle più smaccatamente commerciali – in differenti località della regione Piemonte. Gli spazi ospitanti per questa edizione – che debutta il 10 novembre e prosegue fino al 4 dicembre – saranno, dunque, più numerosi e comprenderanno, accanto alle sedi consuete – Teatro Vittoria di Torino, Lavanderia a vapore di Collegno; Teatro Concordia di Venaria, Teatro Comunale di Avigliana, Teatro Sociale di Valenza e Officina teatrale degli Anacoleti a Vercelli – nuovi luoghi: Cubo Teatro a Torino, Lanzoincontra a Lanzo, Teatro Giraudi di Asti, Teatro degli Scalpellini a San Maurizio d’Opaglio, Teatro Akropolis e Teatro Altrove a Genova. Una pluralità di sale che riflette la poliedricità dell’equipe organizzativa del festival, saldamente capitanata dal Teatro della Caduta, ben animata da Teatro Sociale di Valenza, Fondazione Via Maestra/Teatro Concordia, Officina Teatrale degli Anacoleti e, da quest’anno, anche da Piccola Compagnia della Magnolia; ed efficacemente supportata da partner significativi quali Fondazione Piemonte da Vivo, Flic Scuola di Circo, Interplay Festival e Coorpi. Concentrica, dunque, è una rassegna capace di coagulare attorno a sé forze organizzative e creative eterogenee, qualità che si riflette nel cartellone proposto e che vede, accanto alla prosa, la danza contemporanea, il circo e la musica. Ci sono i toscani Gli Omini e la modenese Piccola Compagnia Dammaco;  il teatro di figura con il Teatro dei Gordi e l’assai apprezzato monologo di Caroline Baglioni. E, ancora, la danza con Irene Russolillo e le performance multidisciplinari di Fabbrica C e di Cie Zenhir. Proposte originali e composite, accomunate dalla giovane età dei protagonisti – la maggior parte dei quali under 35 – e dalla volontà di sperimentare nuovi linguaggi e nuove forme. Un desiderio di innovazione che si concretizza anche nella riflessione teorica, come testimoniano le due giornate di lavoro e scambio inserire nel programma della rassegna: la prima realizzata in collaborazione con i progetti nazionali C.Re.S.Co. (Coordinamento delle realtà della scena contemporanea) e NdN (nuova drammaturgia nuova), mentre la seconda frutto della cooperazione con Hangar Piemonte.</p>
<p style="text-align: justify;">Non mancheranno, infine, momenti di svago, arguto e coinvolgente: Francesco Giorda, coadiuvato da Emanuela Currao e Stefano Gorno, inviterà gli spettatori ad accomodarsi al bancone di un bar e ascoltare storie insolite: è <em>Open Cafè-Storie da bar</em>, l’originale format creato dallo stesso Giorda e proposto il 10 novembre e il 3 dicembre prima degli spettacoli   programmati.</p>
<p>Info: <a href="http://www.rassegnaconcentrica.net/">www.rassegnaconcentrica.net</a></p>
<p><em>Laura Bevione</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sulla signorina e sulla Felicità</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2016 11:03:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[  Dall’inizio della sua avventura il Teatro della Caduta ha scelto di fare il proprio teatro, sia in senso architettonico sia drammaturgico. Ristrutturando luoghi e costruendo testi. Questo ha condotto alla nascita di un modello di pièce teatrale riconoscibile. Protagonista indiscussa è Lorena Senestro, attrice giovane, di talento, che dosa sublime e sudicio, che sguazza, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"> <img class=" size-full wp-image-6357 aligncenter" src="/wp-content/uploads/signorina_2.gif" alt="signorina_2" width="600" height="401" /></p>
<p style="text-align: justify;">Dall’inizio della sua avventura il Teatro della Caduta ha scelto di fare il proprio teatro, sia in senso architettonico sia drammaturgico. Ristrutturando luoghi e costruendo testi. Questo ha condotto alla nascita di un modello di pièce teatrale riconoscibile. Protagonista indiscussa è Lorena Senestro, attrice giovane, di talento, che dosa sublime e sudicio, che sguazza, sfrontata e sicura, sensuale e accudente, dolce e sgraziata in qualsivoglia argomento, preferibilmente d’antan. Materia di copioni sono la narrativa o la poesia, ambiti altri, trasformati, plasmati e incastonati. Così <em>La signorina Felicita ovvero la felicità</em>, che ha l’eloquente e doveroso sottotitolo di <em>Omaggio a Guido Gozzano</em>, viene dal corpus dell’opera dello sfortunato poeta torinese, morto un secolo fa a soli 33 anni. Senestro incarna la signorina Felicita dell’omonima poesia ed evoca l’ambiente di campagna, teatro dell’incontro con l’avvocato e poeta Guido; nelle stanze della casa vetusta si aggira anche il padre (qui Andrea Gattico, il pianista) e poi però non più, perché la signorina, o forse la sua ombra, intercetta memorie di uomini e cose, ma senza rimpianto. Nella fantasia della donna, che proietta per gli occhi dell’immaginazione locali polverosi ma minuziosamente dipinti, si materializza il malinconico Guido con la sua struggente promessa d’amore, che ride nello sguardo luminoso di lei. La partitura ricama alcuni versi con le osservazioni, gli stupori, i consigli della ragazza semplice e il matrimonio tra la parola di Gozzano e quello dell’autrice e interprete scorre senza intoppi o incomprensioni. L’atmosfera è da fiaba campagnola verace e incolla l’attenzione degli spettatori, che si ritrovano in quel salotto, grande, alto e sbrecciato.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo spettacolo, che ha debuttato in prima nazionale al Teatro Gobetti il 18 ottobre 2016, è prodotto insieme al Teatro Stabile di Torino e grazie a questo sostegno ha potuto fruire di una scenografia imponente ma leggera come le ali di farfalla che Gozzano studiava nell’ultima fase della sua breve vita. Decisioni condivise tra il regista Massimo Betti Merlin, l’attrice e il light designer Francesco Dell’Elba, hanno determinato il progetto scenografico. Le musiche originali sono di Andrea Gattico, bravo sia a suonare sia a recitare.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Maura Sesia</em></p>
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		<title>SCHEGGE INforOUT. Stagione al Cubo Teatro</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2016 14:56:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Cubo Teatro, con il cartellone della stagione scorsa e, ancora di più, con quello ideato per quella in corso, ha inserito un tassello importante nel mosaico &#8211; in verità non così eterogeneo &#8211; dell&#8217;offerta teatrale cittadina, offrendo a un pubblico &#8211; non solo giovane &#8211; spettacoli paradigmatici della ricerca e della nuova drammaturgia italiane. Esemplari, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-6351" src="/wp-content/uploads/schegge.jpg" alt="schegge" width="600" height="265" /></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Cubo Teatro, con il cartellone della stagione scorsa e, ancora di più, con quello ideato per quella in corso, ha inserito un tassello importante nel mosaico &#8211; in verità non così eterogeneo &#8211; dell&#8217;offerta teatrale cittadina, offrendo a un pubblico &#8211; non solo giovane &#8211; spettacoli paradigmatici della ricerca e della nuova drammaturgia italiane. Esemplari, in questo senso, la proposta di due vincitori del Premio Scenario &#8211; che da anni sa intercettare quanto di nuovo si muove sulla giovane scena &#8211;  come il duo Carullo-Minasi, la stagione passata, e Marta Cuscunà durante quella in corso&#8221;.</p>
<p><em>Laura Bevione<br />
</em></p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">CUBO TEATRO è la STAGIONE TEATRALE SCHEGGE. Ma non solo questo.<br />
Il CUBO TEATRO si trova a Torino in via Giorgio Pallavicino 35, zona Vanchiglietta, tra il deposito GTT, il nuovo Campus Luigi Einaudi e le Case Atc di Corso Farini. Dal 2010 l’Associazione Il Cerchio di Gesso si occupa di Cultura Teatrale gestendo gli eventi teatrali e formativi all’interno dello spazio.</p>
<p style="text-align: justify;">Le attività sono molteplici: Gestione del Cubo Teatro, Organizzazione della Stagione teatrale SCHEGGE, formazione teatrale e produzione di opere teatrali. In questi ultimi anni il Cubo Teatro è diventato uno spazio di riferimento per il teatro Off di Torino, con un crescendo qualitativo e organizzativo. La Stagione Teatrale Schegge al Cubo, che si contraddistingue per la scelta di lavori professionali di teatro contemporaneo, con particolare attenzione all’accessibilità dei linguaggi. Obiettivo, raggiunto con un crescendo qualitativo, è la creazione di un nuovo pubblico, cittadino e territoriale. A riconoscere il lavoro svolto negli anni, LIVE – Fondazione Piemonte dal Vivo dal 2013 sostiene la Stagione. Il Cubo diventa così una delle Botteghe del Progetto Adotta una compagnia: si trasforma e diviene un luogo di incontro e di costruzione con il resto della comunità, un punto di riferimento per la cultura e per la dialettica sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Associazione lavora sulla formazione teatrale: dai laboratori teatrali, all’accompagnamento di gruppi di teatro amatoriale, dall’organizzazione di workshop per professionisti con docenti di acclarata fama nazionale, alla conduzione di laboratori teatrali didattici nelle Scuole medie superiori del territorio. Infine, l’Associazione produce spettacoli propri, organizza eventi esterni e mette a disposizione i propri spazi per la produzione residenziale di terze compagnie.</p>
<p><a href="/wp-content/uploads/SCHEGGE-INforOUT-Calendario-completo.pdf" target="_blank">Il cartellone</a></p>
<p><em> </em></p>
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		<title>Gli incroci generazionali di Maldipalco 2016</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2016 10:32:29 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Presentazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Due intensi fine settimana con protagonisti quattro giovani interpreti, provenienti da tutta Italia, cui è offerta la possibilità di respirare Torino a pieni polmoni con tanto di ospitalità al campus universitario ed accesso libero alle strutture museali: cambia pelle, e fa le cose in grande, Maldipalco, l’annuale rassegna proposta con sempre ammirevole ostinazione dal Tangram [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-6120" src="/wp-content/uploads/maldipalco3.jpg" alt="maldipalco" width="600" height="229" /></p>
<p style="text-align: justify;">Due intensi fine settimana con protagonisti quattro giovani interpreti, provenienti da tutta Italia, cui è offerta la possibilità di respirare Torino a pieni polmoni con tanto di ospitalità al campus universitario ed accesso libero alle strutture museali: cambia pelle, e fa le cose in grande, <strong>Maldipalco</strong>, l’annuale rassegna proposta con sempre ammirevole ostinazione dal Tangram Teatro di Bruno Maria Ferraro ed Ivana Ferri, ai nastri di partenza per l’edizione 2016 in programma da venerdì 14 a domenica 23 ottobre.</p>
<p style="text-align: justify;">Non più istantanea sulle realtà torinesi, ma sguardo aperto al panorama artistico nazionale, con particolare attenzione a quella generazione di under 32 da considerarsi, a pieno titolo, il futuro della scena italiana: il programma prevede, domenica 16 ottobre, Angelo Campolo con <strong>I bambini delle notte</strong> e Ksenija Martinovic con <strong>Diario di una casalinga serba</strong>, seguiti, domenica 23 ottobre, da Chiara Tomei con <strong>In-cinta</strong> e Gabriele Genovese con <strong>Brevi giorni e lunghe notti</strong>, prima della chiusura affidata ai ragazzi del LART, Laboratorio Artistico di Ricerca Teatrale, diretti da Silvia Battaglio<strong>. </strong>Quattro monologhi per un focus a tutto tondo sullo stato dell’arte di una creatività giovanile posta al centro del progetto teso a far emergere nuovi talenti della scena contemporanea. <strong><em>Maldipalco </em></strong>2016 offrirà ai giovani attori selezionati anche la preziosa opportunità di incontrare e confrontarsi con altrettanti e più noti colleghi: in quest’ottica sono da inquadrare le presenze di Saverio La Ruina, in scena venerdì 14 ottobre con <strong><em>Dissonorata</em></strong>, e di Michele Di Mauro imperdibile oratore, domenica 16 ottobre, nelle <strong><em>Confessioni</em></strong> di Davide Carnevali. Ed ancora l’<strong><em>Amleto</em></strong> di Roberto Latini martedì 18 ottobre e l&#8217;<strong><em>Ofelia</em></strong> di Silvia Battaglio, venerdì 21 ottobre, per completare una proposta attenta a risultare collettore finale di esperienze di rilievo nazionale dove giovani professionisti saranno accanto ad attori già affermati. Il calendario di <strong><em>Maldipalco</em></strong> prevede gli under 32 in scena le due domeniche alle 17 ed alle 18.30 con ingresso libero; per La Ruina, Di Mauro, Latini e Battaglio biglietti ad Euro 15 ed Euro 12 con inizio alle 21: info sul programma e sulle modalità di prenotazione al numero 011.33.86.98 o sul sito <a href="http://www.tangramteatro.it" target="_blank">www.tangramteatro.it.</a></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Roberto Canavesi</em></p>
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		<title>Alla Casa Teatro Ragazzi l’anteprima di Incanti</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Oct 2016 09:05:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un giovanissimo trio di musicisti accompagna, nell’affollato foyer della Casa Teatro Ragazzi, l’anteprima di Incanti, la rassegna internazionale di teatro di figura, giunta alla sua XXIII edizione e sostenuta, fra gli altri enti, pubblici e privati, anche dal Sistema Teatro Torino. Il cartellone di quest’anno è dedicato a Cinema, che figura!, ossia all’esplorazione degli intricati [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-6338" src="/wp-content/uploads/incanti_600.png" alt="incanti_600" width="600" height="348" /></p>
<p style="text-align: justify;">Un giovanissimo trio di musicisti accompagna, nell’affollato foyer della Casa Teatro Ragazzi, l’anteprima di Incanti, la rassegna internazionale di teatro di figura, giunta alla sua XXIII edizione e sostenuta, fra gli altri enti, pubblici e privati, anche dal Sistema Teatro Torino. Il cartellone di quest’anno è dedicato a <em>Cinema, che figura!</em>, ossia all’esplorazione degli intricati e fecondi rapporti fra il teatro di figura e la settimana arte: tematica sviluppata anche da Agnès Limbos, curatrice della produzione PIP – Progetto Incanti Produce – che ha inaugurato la rassegna. L’artista belga – scrittrice, attrice, regista, insegnante – ha fondato nel 1984 la compagnia Gare Centrale, con la quale ha sviluppato la propria ricerca artistica dedicata al teatro d’oggetti. Nel corso di un laboratorio durato tre settimane, Agnès Limbos ha lavorato con un gruppo di giovani performer, provenienti da varie nazioni europee – Carolina Arandia, Jacub Maksimov, Giulia Menegatti, Minako Mori, Alessandro Nosotti, Alexsandra Spyra, Marco Intraia – con i quali ha cercato di investigare in maniera originale la relazione fra cinema e oggetti, da qui la scelta del titolo dello spettacolo-restituzione, ovvero <em>Le théâtre d’objet et le cinèma – One Shot</em>. Ispirata a una citazione tratta dal <em>Journal romain</em> del poeta belga Eugène Van Itterbeek, la performance si articola in una serie di “sequenze”, in cui gli interpreti recitano, si scoprono abili rumoristi e, soprattutto, estraggono da oggetti di quotidiana “insignificanza” inattesi riecheggiamenti. Teiere che sospirano come innamorati, portacenere che raccontano l’esistenza di un nonno leggendario, scarpe appesantite da innumerevoli storie, zollette di zucchero ma anche pistole e coltelli, teschi e ossa – lo spettacolo non è esente da un certo gusto macabro-<em>splatter</em>. Una performance salutata dagli applausi del folto pubblico e che ha incentivato la curiosità per gli spettacoli che, dal 4 ottobre, animeranno vari spazi, a Torino, Grugliasco e Rivoli. Per il programma completo, <a href="http://www.festivalincanti.it/">www.festivalincanti.it</a></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Laura Bevione</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Incanti &#124; XXIII edizione fino al 10 Ottobre 2016</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Oct 2016 09:05:22 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Presentazioni]]></category>
		<category><![CDATA[primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[La ventitreesima edizione di Incanti è dedicata al rapporto fra Cinema e Teatro di Figura. Compagnie provenienti da Danimarca, Belgio, Spagna, Regno Unito e Italia si confrontano con le tematiche e le tecniche del cinema e dell&#8217;immagine in generale, includendo video e fotografia. Anche il PIP diretto da Agnes Limbos, uno dei nomi più importanti [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-6338" src="/wp-content/uploads/incanti_600.png" alt="incanti_600" width="600" height="348" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">La ventitreesima edizione di Incanti è dedicata al rapporto fra <strong>Cinema e Teatro di Figura</strong>. Compagnie provenienti da <strong>Danimarca, Belgio, Spagna, Regno Unito e Italia</strong> si confrontano con le tematiche e le tecniche del cinema e dell&#8217;immagine in generale, includendo video e fotografia. Anche il <strong>PIP </strong>diretto da Agnes Limbos, uno dei nomi più importanti del Teatro di Oggetti, è dedicato alla creazione di un lungometraggio teatrale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Cantiere</em></strong>, altro bando del festival dedicato a compagnie italiane emergenti, punta l&#8217;attenzione sulla commistione tra linguaggi e tecniche del Teatro di Figura e del Cinema in collaborazione con il Teatro del Buratto di Milano e Is Mascareddas di Cagliari.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong><em>Progetto Accademia</em></strong> iniziato l&#8217;anno scorso con la Ernst Busch di Berlino, quest&#8217;anno inserisce nella programmazione due spettacoli creati dagli studenti del <em>Dipartimento di Arte del Teatro di Figura a Bialystok</em> dell&#8217;<em>Accademia Nazionale d&#8217;Arte Drammatica Aleksander Zelwerowicz di Varsavia. Un&#8217;insegnante dell&#8217;Accademia tiene il <strong>workshop di Teatro d&#8217;Ombre</strong> al Castello di Rivoli in un ottica di scambio con l&#8217;estero. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La sezione <strong>Attorno a Incanti</strong> prevede quattro appuntamenti, una discussione aperta sui sentieri d&#8217;innovazione del Teatro di Figura internazionale a Villa Boriglione, in collaborazione con l&#8217;Istituto per i Beni Marionettistici e il Teatro Popolare, una introduzione al teatro Bunraku in collaborazione con il MAO di Torino e due appuntamenti teatrali gratuiti. Il Museo Nazionale del Cinema collabora con il museo giapponese di Kihachiro Kawamoto dedicando una serata a questo grande maestro dell&#8217;animazione.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Nuove collaborazioni si sono aperte quest&#8217;anno con la Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, che ha curato l&#8217;immagine grafica e la piattaforma Officine Sintetiche + Fondazione 107 per una tappa del progetto Apnea vincitore del bando ORA! della Compagnia di San Paolo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ARTISTI</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tra le compagnie di quest’edizione: Stephen Mottram&#8217;s Animata (Regno Unito), Marta Cuscunà (Italia), Accademia Nazionale di Teatro di Varsavia (Polonia), Controluce Teatro d&#8217;Ombre (Italia), Ymedio Teatro (Spagna), Giorgi-Roman-Campogrande (Italia), Theatret Thalia Tjenere (Danimarca), Teatro delle Apparizioni (Italia), Gigio Brunello (Italia), Fratelli Applausi (Italia), Hand Made Theatre (Spagna).</p>
<p style="text-align: justify;">Regista ospite dell’edizione 2016 del PIP sarà Agnes Limbos, artista belga fondatrice della Compagnie Gare Centrale, che ha fatto della ricerca attorno al Teatro d’Oggetto e l&#8217;attore/manipolatore la sua cifra distintiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Info, biglietteria e programma completo <a href="http://www.festivalincanti.it/it/">festivalincanti.it</a></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>ALLA CASA&#8230; IL TEATRO FA BENE. IN TUTTI I SENSI</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Oct 2016 09:04:42 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Presentazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[www.casateatroragazzi.it Grandi novità alla Casa del Teatro Ragazzi e Giovani, che quest&#8217;anno offre un programma di spettacoli articolato in tre cartelloni diversi: &#8211; uno destinato al pubblico tradizionale della Casa del Teatro, ovvero le famiglie e i bambini, con le consuete rappresentazioni del fine settimana; &#8211; uno destinato alle scuole, con rappresentazioni al mattino; &#8211; [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-6335" src="/wp-content/uploads/casa_600.png" alt="casa_600" width="600" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.casateatroragazzi.it" target="_blank">www.casateatroragazzi.it</a></p>
<p style="text-align: justify;">Grandi novità alla Casa del Teatro Ragazzi e Giovani, che quest&#8217;anno offre un programma di spettacoli articolato in tre cartelloni diversi: &#8211; uno destinato al pubblico tradizionale della Casa del Teatro, ovvero le famiglie e i bambini, con le consuete rappresentazioni del fine settimana; &#8211; uno destinato alle scuole, con rappresentazioni al mattino; &#8211; e infine un cartellone serale, destinato ai giovani ma anche agli adulti che ancora si sentono ragazzi. <strong>In tutto 72 titoli e oltre 200 rappresentazioni</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La maggiore innovazione è rappresentata dal nuovo programma serale: una novità improntata all&#8217;intento di conservare un rapporto con il nostro pubblico di ormai ex-bambini, ma anche a quello di favorire, tra le giovani generazioni, il mantenimento di un <em>rapporto continuo con il teatro</em>, offrendo un programma che funzioni come anello di congiunzione tra il tradizionale teatro per ragazzi e quello “classico” rappresentato dai grandi autori, che attira soprattutto il pubblico adulto. Anche nei nostri cartelloni, peraltro, i grandi autori non mancano, non solo nel programma rivolto ai giovani, ma anche in quelli pensati per le scuole e le famiglie. Tra i tanti spettacoli proposti, due sono incentrati su Shakespeare, due su Goldoni, un altro sull&#8217;<em>Aida </em>di Verdi. E c&#8217;è spazio anche per Sofocle, Ovidio, Cervantes, Tasso, Rostand, Verne, Stoker, Sepúlveda, e per il <em>Milione </em>di Marco Polo. Come sostengono il Presidente Alberto Vanelli e il Direttore Artistico Graziano Melano, il programma offerto quest&#8217;anno dalla Fondazione TRG Onlus “è costruito per trasmettere l&#8217;amore per il teatro e la sua capacità di rispecchiare la realtà e l&#8217;essenza dell’essere umano, con tutti i suoi aspetti di forza e debolezza, le sue storie di vita, i suoi sogni. Un teatro che fa riflettere ma che sa anche divertire, trattando gli argomenti più profondi e quelli più delicati con la dovuta leggerezza e ironia, e con una costante attenzione alle esigenze del pubblico più giovane. Senza dimenticare la dimensione del gioco e della spensieratezza, in un percorso che, utilizzando registri differenti – dettati anche dalle diverse età degli spettatori – va a incontrare la letteratura e la musica, i sentimenti e l&#8217;avventura, la realtà e il fantastico, il mondo delle relazioni e il tema del crescere”. Non a caso, il <em>claim </em>individuato per comunicare gli eventi che si tengono alla Casa del Teatro è: Il teatro fa bene. In tutti i sensi.</p>
<p style="text-align: justify;">Spicca, accanto alla varietà di tematiche, la molteplicità dei linguaggi utilizzati, spesso combinati tra loro: il teatro di parola, certo, ma anche il teatro di figura, il mimo, la comicità, il circoteatro, la magia, i video, la danza, la musica. Senza dimenticare la poesia, con una <em>reading </em>di Guido Catalano, e la canzone d&#8217;autore, con uno spettacolo di Tangram Teatro dedicato a Fabrizio De Andrè, con un recital di Massimo Bubola e con l&#8217;antologia di brani “ambientali” proposta da Niccolò Fabi nello spettacolo <em>MUSICA SOSTENIBILE</em>, realizzato insieme al geologo e divulgatore scientifico Mario Tozzi, che inaugura la Stagione la sera del 14 ottobre.</p>
<p style="text-align: justify;">Attenzione inoltre ai nuovi linguaggi, con incursioni nel mondo elettronico dei videogiochi, degli smartphone e dei social network, perché, anche se molti non lo sanno, il teatro è social. Ecco quindi la presenza di lavori come GAME OVER, di GenoveseBeltramo, <em>TRAGICOMIC HEROES</em>, della compagnia Pem Teatro (in prima assoluta), o come <em>LIGHT HEROES</em>, della Compagnia Egribiancodanza. Un programma di spettacoli all&#8217;insegna della qualità, con prime rappresentazioni e titoli già noti e di successo, e con compagnie provenienti da tutta Italia e dall&#8217;estero, come la compagnia spagnola HURyCAN, che porta a Torino lo spettacolo <em>JE TE HAIME</em>, o come i Farres Brothers, anche loro spagnoli, con lo straordinario <em>TRIPULA</em>, patrocinato dall&#8217;ambasciata di Spagna a Roma. Uno spazio importante è doverosamente riservato alle compagnie storiche di Torino, città universalmente nota per essere una delle capitali del teatro per ragazzi. Tra queste Unoteatro, Ondateatro, Assemblea Teatro, Controluce Teatro d’Ombre, oltre naturalmente alla Fondazione TRG Onlus, riconosciuta dal Ministero dei Beni Culturali come Centro di produzione teatrale. Tra le produzioni della Fondazione TRG Onlus tornano, dopo aver girato l&#8217;Italia, successi come <em>AQUARIUM, DON CHISCIOTTE, LUNA DELLE MIE BRAME, MARAMEO, KOLOK, IL GIRO NEL MONDO IN 80 GIORNI, MARCO POLO e PARACADUTE</em>. Per la prima volta vedremo invece <em>CLASH! &#8211; La grande conquista</em>, il nuovo lavoro di e con Pasquale Buonarota e Alessandro Pisci, attualmente ancora in fase di realizzazione; e anche una nuova versione di <em>C&#8217;ERA UNA VOLTA NEL GIARDINO DEL RE</em>, lo spettacolo sulle fiabe già proposto in versione ridotta in spazi non teatrali come i Giardini Reali di Torino e il parco del castello di Racconigi. Tra gli spettacoli nati alla Casa del Teatro occorre poi ricordare le nuovissime produzioni <em>A TAVOLA! </em>e <em>AZZURRA E SOLE</em>, di Onda Teatro; <em>SCONCERTINO, </em>della Compagnia Teatrale Stilema, e <em>UNA STORIA DISEGNATA NELL’ARIA, </em>di Nonsoloteatro. A caratterizzare la programmazione di quest&#8217;anno è anche la scelta di valorizzare professionisti e compagnie giovani, tra cui <em>GenoveseBeltramo, Oltreilponte Teatro, Tedacà, Il Mulino di Amleto, Compagnia Eleonora Frida Mino, Comunque Polonio Era Malato Teatro, Mirabilia Teatro, Trio Trioche, CRAB Teatro</em>, <em>Sciara Progetti</em>. E anche il trio di attori costituito da Claudio Dughera, Daniel Lascar e Claudia Martore, protagonisti di diverse produzioni della <em>Fondazione TRG Onlus</em>. Degna di nota, infine, l&#8217;importante collaborazione con l&#8217;Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, che insieme alla Fondazione TRG realizza il laboratorio-spettacolo <em>LA CASA DEI SUONI</em>; e con il Conservatorio di Torino, che porta alla Casa del Teatro il <em>PIERINO E IL LUPO </em>di Prokof’ev diretto da Antonio Valentino, pianista del <em>Trio Debussy</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Accanto ai cartelloni della Stagione, i cataloghi 2016/2017 della Casa del Teatro presentano un’importante offerta formativa, con sette differenti corsi rivolti a bambini, adolescenti, giovani e anche ad attori professionisti e a ragazzi che aspirano a lavorare sul palcoscenico. Inoltre, sono previsti corsi per insegnanti, formatori e operatori del sociale. Un programma ricco e variegato, che risponde alla vocazione più profonda della Fondazione TRG Onlus, il cui lavoro decennale è sempre stato guidato dalla convinzione che il teatro costituisca un importante strumento educativo, di crescita e di inclusione. I corsi per gli insegnanti, in particolare, sono riconosciuti dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca come corsi di aggiornamento utilizzabili per la Carta Docenti. La Casa del Teatro Ragazzi e Giovani è sostenuta da: Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Regione Piemonte, Città di Torino e Compagnia di San Paolo. Si avvale inoltre della collaborazione della Fondazione Paideia. Partner tecnico è Dada.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>INFO per il pubblico tel. +39 011.19740280</strong><br />
<strong>www.casateatroragazzi.it</strong><br />
<strong>Ufficio Stampa Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani Onlus </strong><br />
<strong>Roberta Todros Tel. 011.19740285 – 333.4853287 </strong><br />
<strong>ufficiostampa@fondazionetrg.it</strong></p>
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		<title>Fratelli in fuga</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2016 15:37:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un&#8217;intera platea di genitori e figli è il sogno, neanche troppo nascosto, di qualsiasi compagnia che si cimenta con il teatro ragazzi: se però ad esser raccontata non è una storia “frizzi e lazzi”, con gag ad effetto e battute facili, allora il tutto può assumere un carattere diverso, un significato più profondo. Terza tessera [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-6321" src="/wp-content/uploads/small-4984.jpg" alt="small-4984" width="600" height="400" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;intera platea di genitori e figli è il sogno, neanche troppo nascosto, di qualsiasi compagnia che si cimenta con il teatro ragazzi: se però ad esser raccontata non è una storia “frizzi e lazzi”, con gag ad effetto e battute facili, allora il tutto può assumere un carattere diverso, un significato più profondo.<br />
Terza tessera del mosaico della <strong>Piccola trilogia degli altri bambini</strong>, il nuovo spettacolo di Santibriganti Teatro diretto da Maurizio Bàbuin ha un titolo che fa pensare a mirabolanti avventure e ad aneliti di libertà, <em>Fratelli in fuga</em>: ed in effetti la fuga di Lorenzo-Lollo e Michele-Michi ha il sapore dell&#8217;avventura estrema, soprattutto se immaginata con protagonisti un adolescente un po&#8217; ribelle ed il suo inseparabile fratellone affetto da sindrome autistica. Poco importa se la meta dell&#8217;evasione non siano sconfinate lande oltreconfine ma i giardini dietro casa dove si è soliti trascorrere interi pomeriggi: così come se la durata della fuga non sono intere settimane ma una notte o poco più trascorsa con tanto di zainetto in spalla, un panino, una bibita ed una felpa. Quello che veramente conta in questo racconto è la rappresentazione del legame che lega i due fratelli, ai tempi della fuga irrequieti adolescenti ed ora uomini maturi.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-6324" src="/wp-content/uploads/small-5053.jpg" alt="small-5053" width="600" height="400" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
Sfida ai genitori per la tanto desiderata chitarra mai regalata, o umanissima gelosia per le maggiori attenzioni rivolte a quel fratellone grande e grosso che si crede Superman? Queste le cause scatenanti la decisione di Lollo di far fagotto e scappare, se non che Michi lo segue, non lo abbandona, quasi a volerlo sfidare e a ricordargli che loro, così uguali e così diversi, non possono vivere l&#8217;uno senza l&#8217;altro: la storia portata in scena dagli applauditissimi Luca Busnengo ed Andrea Fardella ha il grande pregio di trasformare la diversità in simbiosi, di comunicare, nella paura di una notte condita da incosciente divertimento, quanto sia mai necessaria l&#8217;assenza di barriere “umane” tra chi può muoversi, parlare e comunicare e chi queste attività se le vede assurdamente precluse.<br />
Frutto dell&#8217;intensa collaborazione con Fondazione Paideia, Fratelli in fuga squarcia il velo su ipocrisie e preconcetti ancor oggi radicati nella società civile: un’occasione per grandi e soprattutto piccini di riflettere in maniera leggera ma non disincantata, allegra ma mai banale, su come la felicità non sia un marchio brevettabile, semmai una dimensione al cui interno ciascuno di noi è in grado di realizzarsi a pieno, di sentirsi vivo ed amato. E la storia di Lollo e Michi, cosi uguali e così diversi ma sempre inseparabili, è in questa direzione un&#8217;esemplare parabola.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Roberto Canavesi</em></p>
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		<title>ISAO FESTIVAL / Torino &#124; Ivrea &#124; Piemonte 15 sett &#8211; 19 nov 2016</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2016 09:04:58 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Spettacoli]]></category>

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		<description><![CDATA[La terra, la cura, l’eroismo femminile e - naturalmente - A Noi Vivi. È su questi nuclei di senso e ricerca che si orienta la XXIII edizione dell’ISAO FESTIVAL, che conferma e sviluppa la formula che, seguendo il filo delle Cantiche dantesche, intraprende un viaggio triennale e collettivo Alla ricerca della Felicità. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-6308" src="/wp-content/uploads/isao_page.jpg" alt="isao_page" width="600" height="339" /></p>
<h3 style="text-align: center;"><a href="http://www.isaofestival.it/" target="_blank">» IL SITO E IL PROGRAMMA </a></h3>
<p style="text-align: justify;">La terra, la cura, l’eroismo femminile e &#8211; naturalmente &#8211; A Noi Vivi. È su questi nuclei di senso e ricerca che si orienta la XXIII edizione dell’ISAO FESTIVAL, che conferma e sviluppa la formula che, seguendo il filo delle Cantiche dantesche, intraprende un viaggio triennale e collettivo Alla ricerca della Felicità. Suddivisa in quattro sezioni e articolata su due macro-fasi, tra settembre e novembre, l’edizione 2016 del Festival parte quindi, dopo il viaggio all’Inferno dello scorso anno, dal Purgatorio, che diviene luogo simbolico dell’umano possibile. Apre il Festival la sezione Percorsi tra Economia e Felicità (15 &#8211; 17 settembre), diretta da Nadia Lambiase, Paolo Piacenza e Alberto Pagliarino dell’Associazione Pop Economix, in un percorso che vede degli esperti di economia affiancare la direzione generale di Giordano V. Amato e quella di Eliana Cantone per la sezione Storie di altri mondi. Un’incursione, quella nell’economia, che appare sempre più indispensabile per un Festival che si occupa di indagare l’umanità, la società e le comunità negli snodi che portano dall’ordinario al sacro, e viceversa; perché il lavoro compiuto nel primo anno invece di esaurirne il tema ha portato alla luce l’immensità delle implicazioni e le possibili ramificazioni che hanno permesso all’economia di affermarsi con violenza nelle nostre vite quotidiane. Toccati dalla crisi, è nato in noi il desiderio di capire di più, armati di quella curiosità che rende gli artisti capaci di avvicinarsi in modo inconsueto ad argomenti consueti. Proviamo a farlo secondo una prospettiva nuova, secondo un paradigma recente ma dalle radici antiche: quello dell’economia civile. Il Purgatorio è, in questa sezione, l’occasione per parlare della Terra, dove ci è dato vivere, abitare, custodire e coltivare in un’ottica di collaborazione solidale. A tale proposito, il filosofo e antropologo brasiliano Euclides Mance parla di collaborazione solidale, intesa come “lavoro e consumo condivisi il cui vincolo reciproco fra le persone si manifesta, innanzitutto, con un sentire morale di corresponsabilità per il bem-vivir di tutti e di ciascuno in particolare”. Soggetto protagonista di questa visione diviene l’impresa, quale possibile luogo di trasformazione, creazione, innovazione e passione, tanto di chi ci lavora che del territorio in cui essa è inserita e con cui costruisce nel tempo un significato e una narrazione. Anche quest’anno Percorsi tra Economia e Felicità si articolerà su due poli cittadini: Torino, storica capitale industriale d’Italia attraversata da una complessa e difficile trasformazione, e Ivrea, città di Adriano Olivetti come pure della piattaforma open-source Arduino, candidata a essere riconosciuta Patrimonio Mondiale dell’Umanità come Città industriale del XX secolo. Novità importante, nell’ambito della sezione Storie di altri mondi (15 settembre &#8211; 2 ottobre), è LA CURA | IN / OUT, domenica 25 settembre e domenica 2 ottobre, dalle ore 16 alle 24, a San Pietro in Vincoli Zona Teatro. Le due intense giornate sono promosse e organizzate da Il Mutamento Zona Castalia, Belgravia Librerie e AnMa arteShiatsu, un gruppo di lavoro che intende promuovere un progetto che realizzi efficacemente l’incontro di Arte/Corpo/Cultura, sintesi della proposta e delle peculiarità dell’essere umano. A partire delle parole chiave di “Attenzione &#8211; Ascolto – Apertura” e “Incontrare &#8211; Condividere &#8211; Liberare” saranno proposti, spettacoli, performance, concerti, incontri e presentazioni di libri, cucina naturale, trattamenti e massaggi, momenti di condivisione e di raccoglimento. Le giornate saranno arricchite da stand con prodotti e proposte selezionate in coerenza alle tematiche dell’iniziativa.</p>
<h3 style="text-align: justify;"></h3>
<p style="text-align: justify;">Il termine “cura” intende suggerire l’idea di una rinnovata attenzione a noi stessi, agli altri, all’ambiente, agli oggetti davvero necessari e a quelli superflui, alle necessità apparentemente necessarie e a quelle superflue. Ci riferiamo a un’attenzione speciale, capace di essere contemporaneamente obiettivo da raggiungere e mezzo per farlo; questo genere di attenzione può dare vita a una trasformazione, far intuire una via verso la guarigione, rendere sacro un momento ordinario, creare in noi le condizioni per partecipare, assistere, condividere uno spettacolo, un momento di raccoglimento, del cibo con una qualità straordinaria. Desideriamo coinvolgere i partecipanti in un’esperienza che ha per centro la riflessione sulla qualità della vita, la qualità delle nostre vite, dai più piccoli, i bambini, fino ai grandi e ai grandissimi, con la ricchezza delle proprie esperienze. Oltre alle due giornate de LA CURA | IN / OUT, Storie di altri mondi ospiterà spettacoli di teatro di ricerca e innovazione, di teatro sociale e di comunità, due spettacoli con drammaturgia di Giordano V. Amato, selezionati dal bando A NOI VIVI WANTED! rivolto alle compagnie under 35, diversi concerti, tra cui quello di Julia Kent e due set dei Larsen che presentano il loro nuovo CD. La giornata di giovedì 22 settembre sarà dedicata a Philip K. Dick e proporrà una serie di artisti e di iniziative ispirate alla sua opera. Martedì 27 settembre sarà la volta dell’anteprima di “Il Risarcimento”, quasi una favola in musica di Alberto Ezzu per la regia di Franca Dorato. Le giornate da lunedì 7 a giovedì 10 novembre sono dedicate al Progetto ROSAGUERRA 1915|1946: L’eroismo al femminile tra le due guerre; saranno proposti alcuni spettacoli che indagano la trasformazione del ruolo della donna e la conseguente modificazione sociale nel periodo storico compreso tra la prima guerra mondiale e la prima votazione e suffragio universale in Italia. La giornata di giovedì 10 novembre vedrà l’ospitalità della Compagnia Progetto Cantoregi e il ricordo di Vincenzo Gamna, regista e promotore della Compagnia, recentemente scomparso. Progetto Cantoregi è anche titolare del Festival La Fabbrica delle Idea, partner de Il Mutamento Zona Castalia nel coordinamento A Pelle. L’11 novembre prenderà il via il Focus dell’ISAO Festival (11 &#8211; 27 novembre), sezione conclusiva aperta dalla prima assoluta di A NOI VIVI! Purgatorio, debutto della nuova produzione de Il Mutamento Zona Castalia. Il Focus dell’ISAO Festival si configura come progetto itinerante in collaborazione con LIVE Piemonte dal Vivo, per realizzare un percorso nel territorio della Regione Piemonte che ha per centro la distribuzione dello spettacolo e la diffusione dell’immagine del Festival, con la convinzione che economia e felicità possono opportunamente convivere.</p>
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		<title>Bando Torino Fringe Festival 2017</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2016 13:35:38 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Opportunità]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Torino Fringe Festival, giunge quest’anno alla quinta edizione. È una manifestazione annuale che accoglie tutte le forme di spettacolo dal vivo e che segue le strategie e le modalità dei più importantifestival Off europei incentrati sulla massima accessibilità agli spettacoli da parte del pubblico e sul coinvolgimento del tessuto sociale urbano. Il Festival è [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/fringe_interno.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-5647" src="/wp-content/uploads/fringe_interno.jpg" alt="fringe_interno" width="600" height="309" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il Torino Fringe Festival, giunge quest’anno alla quinta edizione. È una manifestazione annuale che accoglie tutte le forme di spettacolo dal vivo e che segue le strategie e le modalità dei più importantifestival Off europei incentrati sulla massima accessibilità agli spettacoli da parte del pubblico e sul coinvolgimento del tessuto sociale urbano.<br />
Il Festival è possibile grazie alla collaborazione e alla partecipazione di spazi performativi, artisti,compagnie, Istituzioni, partner, sponsor pubblici e privati, volontari e cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli obiettivi del festival<br />
L’intento è quello di offrire una manifestazione culturale di qualità e d’impatto sul territorio e favorire<br />
l’incontro tra artisti e operatori, in modo da creare un contenitore che valorizzi anche le proposte che non sono inserite nella programmazione dei grandi circuiti; infine ha l’obiettivo di incontrare e interessare un nuovo pubblico e continuare a essere un punto di riferimento per coloro che hanno seguito il festival nelle passate edizioni.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Associazione Culturale Torino Fringe presenta il bando di partecipazione alla quinta edizione del festival che si terrà a Torino dall&#8217;<strong>11 al 21 maggio 2017</strong>.<br />
Ogni compagnia replicherà il proprio spettacolo per nove giorni con orario compreso tra le 18.00 e le 23.00. L&#8217;orario delle rappresentazioni sarà soggetto a rotazione, in modo da massimizzare la visibilità degli spettacoli. Gli spettacoli avranno luogo presso spazi convenzionali e non, interni o esterni nella Città di Torino. Dopo i primi quattro giorni di repliche è prevista una pausa lunedì 15 maggio e martedì 16 maggio 2017, durante la quale sono previsti incontri con gli operatori, laboratori, conferenze, lezioni e dibattiti.<br />
<strong>L’iscrizione al Torino Fringe Festival è gratuita.</strong><br />
La direzione artistica opererà una selezione delle domande ricevute secondo criteri di valore artistico e di fattibilità negli spazi a disposizione. La direzione si riserva la possibilità di inserire nel programma del festival spettacoli selezionati indipendentemente dal bando.  Inoltre è previsto l&#8217;inserimento di uno spettacolo scelto dal pubblico.</p>
<p>Scadenza per le domande &#8211;  31 ottobre 2016.</p>
<p style="text-align: justify;">I requisiti e tutte le informazioni per partecipare, oltre al bando completo sul sito <a href="http://www.tofringe.it" target="_blank">www.tofringe.it</a></p>
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		<title>Sul Cantiere Hugo</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2016 13:31:30 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Presentazioni]]></category>
		<category><![CDATA[primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche a teatro vale il detto “squadra che vince non si cambia” e cosi Marco Lorenzi ed Il Mulino di Amleto replicano, a distanza di pochi mesi, l’esperienza vissuta a Grugliasco con il cantiere dedicato al teatro cechoviano: al centro dell’attenzione del regista, romano di nascita ma torinese di adozione, è oggi finito un manifesto [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone  wp-image-6299" src="/wp-content/uploads/14192734_1757618094521064_1345274717452015534_n.jpg" alt="14192734_1757618094521064_1345274717452015534_n" width="601" height="338" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Anche a teatro vale il detto “squadra che vince non si cambia” e cosi Marco Lorenzi ed Il Mulino di Amleto replicano, a distanza di pochi mesi, l’esperienza vissuta a Grugliasco con il cantiere dedicato al teatro cechoviano: al centro dell’attenzione del regista, romano di nascita ma torinese di adozione, è oggi finito un manifesto del teatro romantico francese come <strong><em>Ruy Blas</em></strong> di Victor Hugo, tragedia a tutto tondo da cui Lorenzi parte per una full immersion di gruppo condotta insieme ai fidati Barbara Mazzi, Alba Porto, Anna Montalenti, Francesco Gargiulo, Angelo Tronca e Yuri D’Agostino.</p>
<p style="text-align: justify;">Cinque giorni di lavoro collegiale culminati in un pomeriggio di condivisione con un ristretto gruppo di spettatori: e se un merito va riconosciuto al progetto di Lorenzi e soci, questo risiede nell’idea di aver utilizzato le parole di Hugo, di per sé una miniera dalle straordinarie suggestioni al cui interno convivono alla perfezione tragico, comico e grottesco, come un pre-testo per un’indagine elementare, quanto attenta, sulle modalità di relazione tra attore e personaggio: in cinquanta minuti di confronto attore-pubblico, prende forma non tanto il “teatrale” montaggio di scene attinte dall’originale partitura, quanto un mosaico di immagini, suoni e parole le cui tessere risultano essere i corpi e le voci degli interpreti. Ed ancora, se a tratti tutto può sembrare frutto di estemporanea improvvisazione, nulla in realtà è lasciato al caso, esito finale di un percorso all’insegna della sperimentazione e della continua, reciproca messa in gioco.</p>
<p style="text-align: justify;">A tutto cio si aggiunga, per concludere, una riflessione di natura logistica: come ogni buenos retiros che si rispetti anche il cantiere Hugo necessitava di un’ambientazione adeguata, spazio il più possibile ameno e lontano da ogni possibile ”tentazione”: quale miglior scelta che riparare in un rilassante cascina a mezz’ora da Torino, immersa nel verde con tanto di piscina, ideale location per il viaggio nei meandri di un teatro romantico riletto in un’insolita chiave sperimentale.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad maiora!</p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Roberto Canavesi</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>TouchClown!</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jul 2016 08:52:39 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Spettacoli]]></category>

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		<description><![CDATA[2 anni di lavorazione, 13 gli artisti in “squadra”, 12 i Partner, 4 Patrocini, 3 residenze creative. 36.000 persone raggiunte sui social network italiani, 2100 nel resto d’Europa, 700 tra America e sudamerica. Questi i numeri di TouchClown.
Prepariamoci dunque, s ta arrivando: TOUCHCLOWN, la più improbabile e temeraria squadra di Football Americano]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-6292" src="/wp-content/uploads/touch.jpg" alt="touch" width="600" height="431" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dalla Mostra Internazionale d’Igualada, in Spagna, si “gioca” TouchClown alla Festa nei Vicoli dell’Antico Casale di Stignano (RC).  </strong><strong>11 agosto 2016 &#8211; anteprima nazionale<br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">2 anni di lavorazione, 13 gli artisti in “squadra”, 12 i Partner, 4 Patrocini, 3 residenze creative. 36.000 persone raggiunte sui social network italiani, 2100 nel resto d’Europa, 700 tra America e sudamerica. Questi i numeri di TouchClown.<br />
Prepariamoci dunque, s ta arrivando: TOUCHCLOWN, la più improbabile e temeraria squadra di Football Americano, arbitrata da Giuseppe Vetti, clown contemporaneo della compagnia: DUODORANT Clown Company, che con R ebis Production presenta l’anteprima nazionale in Italia.</p>
<p>Le ultime esibizioni live del progetto sono avvenute in Spagna, alla Mostra internazionale d’Igualada, ad Aprile 2016, dove la “Squadra”, capitanata dal regista ed ideatore dello spettacolo, Giuseppe Vetti, ha terminato la fase di creazione, durante la terza ed ultima residenza, avvenuta in Catalunya.<br />
Precedentemente TouchClown ha invaso la città di Biella, per il Festival Differenti Sensazioni, di Stalker Teatro e ha conquistato Torino, con l’esibizione live per Torino 2015 Capitale europea dello Sport, evento realizzato in collaborazione con l’assessorato alla cultura della Città. Menzioniamo uno stralcio della lettera di sostegno dell’assessore Maurizio Braccialarghe: “[…] Proprio per i principi espressi dal progetto, e per la coerenza degli stessi con le linee culturali della città, riteniamo possa rappresentare una produzione utile anche ad un’ottica internazionale. L’incontro e il confronto con altri scenari europei non potranno infatti che costituire un arricchimento allo sviluppo del percorso artistico e un potenziamento dell’accessibilità del pubblico. È importante per una città come Torino, che ha lavorato per fare delle relazioni internazionali nella cultura uno dei suoi punti di forza, esportare iniziative di qualità con un forte segno di innovazione e rapportarsi, attraverso queste, con il panorama offerto dalle grandi città europee in modo da confermare e consolidare il proprio ruolo di capitale della cultura.[…]”<br />
Straordinaria in tutte le esibizioni la partecipazione del pubblico e il coinvolgimento di grandi e piccini. Rebis Production invita il pubblico all’ Anteprima Nazionale, giovedì 11 agosto 2016, alle ore 23.45, alla Festa nei Vicoli dell’Antico Casale di Stignano (RC), f estival che, nonostante sia alla sua 5° edizione, sta dimostrando di crescere di anno in anno per la qualità e il livello delle proposte artistiche che porta in scena nella cornice del borgo storico di un paese della Calabria.<br />
La “Squadra” si esibirà, per la prima volta portando in scena lo spettacolo terminato nella creazione. Spettacolo studiato per essere &#8220;giocato&#8221; insieme al pubblico e realizzato dalla &#8220;squadra&#8221; con tecniche di improvvisazione teatrale, slapstick e visual comedy. Progetto realizzato in collaborazione con la Spagna alla Mostra internazionale d’Igualada con il patrocinio dell&#8217;Istituto italiano di cultura di Barcellona.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>TouchClown in sintesi</strong><br />
TouchClown è u na performance collettiva itinerante, estremamente coinvolgente e adatta a un pubblico ampio, non prevede l’uso del linguaggio verbale, quindi è accessibile a tutte le fasce d’età in tutti i paesi del mondo. TouchClown è il nuovo progetto internazionale prodotto e distribuito da Rebis Production;<br />
ideato e diretto da Giuseppe Vetti, c omponente della DuoDorant Clown Company. La contemporaneità del loro clown si rivolge al pubblico per esprimere ciò che si è sempre espresso in ogni tempo e ogni luogo. Fare ridere come i loro predecessori, ma attraverso il mondo di oggi, con un linguaggio più moderno e più attuale. Il loro contributo innovativo e di ricerca sta nella modalità di rappresentarlo, nella firma, nello stile attraverso cui passano le tematiche universali. Il fil rouge di TouchClown, è il “matrimonio” tra l’arte Clown, con il linguaggio fisico ed emotivo caratteristico della visual comedy e il gioco del Football Americano.<br />
La colonna p ortante d el progetto è basata su un tipo di comicità di “rottura”, uno spaccato contemporaneo che rielabora i contenuti del celebre sport americano, proponendo nuovi ritmi e movimenti. TouchClown vuol fare di necessità virtù e approfittare di questo lato esotico, strano e inatteso del football, rispetto alla cultura italiana e internazionale per rinforzare l’impatto visivo e semantico della performance urbana. Giuseppe Vetti spiega TouchClown in poche parole: “TouchClown non nasce da una riflessione, ma nasce da una visione; sin dal primo momento in cui l&#8217;ho immaginata, mi ha stranito e divertito. […] Ho voluto scegliere una strada difficile. Perchè la semplicità, la leggerezza e la stupidità in scena richiedono il lavoro più complesso, consistente ed intelligente possibile. ”</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Scritto e ideato da Giuseppe Vetti<br />
Regia Guseppe Vetti<br />
Performer Salvatore Caggiari, Riccardo Forneris, Federico Toso, Andres Aguirre, Nicolò Ximenes<br />
Antioco, Andrea Menegale, Serena Casale, Matteo Cionini, Serena Vergari, Paolo Gargiulo, Cristina<br />
Geninazzi e Davide Fontana<br />
Costumi di KPRO Sports di Bologna; Jp Store di Milano e i Giaguari di Torino<br />
Consulente Tecnico Massimiliano Delfino<br />
Video &amp; Media BasicNet S.p.A.; Alessandra Cataleta; Rebis Production<br />
Grafica Robbie Norton<br />
Fotografie Andrea Macchia e Giorgio Prever<br />
Musiche originali e Jingle ROL Produzioni<br />
Ufficio Stampa Paola Prever, NicoleFerrero<br />
Project Manager Lucia De Rienzo<br />
Produzione e distribuzione REBIS Production<br />
Collaborazioni: Sala Fenix – Barcelona, Spagna; Teatro Stalker – Biella; Città di Torino; Mostra<br />
internazionale d’Igualada – Spagna<br />
Info dettagliate su <a href="http://www.rebisproduction.com/touchclown/" target="_blank">rebisproduction.com</a></h3>
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		<title>Lo spettacolo della montagna 2016 &#124; 26 giugno &#8211; 12 agosto 2016</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jul 2016 07:00:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La XXI edizione del festival Lo Spettacolo della Montagna &#8211; che parte da Torino domenica 26 giugno per approdare ai comuni della Valle di Susa dove si chiuderà venerdì 12 agosto &#8211; riprende e prosegue il suo percorso sui temi che gli sono più cari.  Innanzitutto la montagna, con la sua bellezza, il suo fascino, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-6275" src="/wp-content/uploads/montagna.png" alt="montagna" width="600" height="317" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">La <strong>XXI </strong>edizione del festival <strong>Lo Spettacolo della Montagna</strong> &#8211; che parte da Torino <strong>domenica 26 giugno</strong> per approdare ai comuni della Valle di Susa dove si chiuderà <strong>venerdì 12 agosto </strong>&#8211; riprende e prosegue il suo percorso sui temi che gli sono più cari.  Innanzitutto la montagna, con la sua bellezza, il suo fascino, la sua capacità di trasformarsi e di essere fedele a se stessa. La montagna come <strong><em>confine</em></strong> naturale ci fa pensare, in questa edizione del festival, al tema del viaggio e, soprattutto, al tema dell’<strong><em>emigrazione</em></strong> e a tutti i confini che limitano il nostro viaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>valle di Susa</strong>, da secoli via di comunicazione, di commercio e di pellegrinaggio, è un territorio ospitale. La montagna oggi, diversamente dal passato, ha una capacità di accogliere e dare nuove prospettive di lavoro e di vita. In montagna si sperimentano politiche di integrazione e i nuovi montanari spesso sono giovani che scelgono di attivare nuove imprese e far crescere i propri figli in un ambiente sano. Anche i nuovi migranti trovano nei paesi di montagna, a volte più facilmente che nelle aree metropolitane, i luoghi dove la loro presenza non è semplicemente “tollerata” ma costituisce una risorsa per ripopolare le borgate e riattivare servizi sociali come la scuola e gli uffici postali. Il tema dell’emigrazione ci fa pensare inevitabilmente anche alle tragedie del nostro tempo e il nostro percorso si sposta dalla montagna ad altri confini naturali come il deserto e il <em>mare nostrum</em> o a tragedie del passato come quella dei minatori italiani emigrati in Belgio che trovarono la morte 60 anni fa a Marcinelle.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche il mare è un luogo di confine, sono confini le nostre chiusure, l’indifferenza, l’ostilità, l’ignoranza. La cultura e l’arte in generale, possono allargare i nostri orizzonti, abbattere i muri che si riprende a costruire.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo pensato anche di raccontare storie che parlano del superamento dei nostri limiti, confini che sono, in realtà, difficoltà da superare imprese da realizzare: attraversare un mare in tempesta, scalare una cima impossibile, superare la linea che separa la terra dal cielo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>2016</strong> è anche l&#8217;anno dei <strong>venti anni di Onda Teatro</strong>, che ripercorre attraverso tre spettacoli la sua storia e il suo linguaggio teatrale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lo Spettacolo della Montagna XXI parla</strong>, con il teatro, il cinema, la danza, la musica e la letteratura,<strong> di integrazione, di donne e uomini straordinari, di storie incredibili e ordinarie, di incontri, sguardi curiosi, stupori e incanti.</strong></p>
<p><em>L’ingresso a tutti gli appuntamenti del festival è libero</em></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ondateatro.it/rassegne/spettacolo-montagna/edizione-2016/" target="_blank">IL PROGRAMMA</a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ondateatro.it/wp-content/uploads/2016/06/SDM_2016.pdf" target="_blank">IL PROGRAMMA IN FORMATO PDF</a></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">
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		<title>I primi vagiti di MaldiPalco 2016. Per una prova d&#8217;attore</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jul 2016 14:08:07 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Presentazioni]]></category>
		<category><![CDATA[primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Se anche a teatro il buongiorno si vede dal mattino, se ne vedranno delle belle ad ottobre con MaldiPalco 2016. Per una prova d&#8217;attore, l&#8217;appuntamento autunnale di Tangram Teatro in programma dal 14 al 23 ottobre con attesi ospiti i Premi UBU Saverio La Ruina e Roberto Latini, Michele Di Mauro, GUP Alcaro e Silvia [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-6240" src="/wp-content/uploads/maldiplaco2.jpg" alt="maldiplaco2" width="600" height="327" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Se anche a teatro il buongiorno si vede dal mattino, se ne vedranno delle belle ad ottobre con <strong>MaldiPalco 2016. Per una prova d&#8217;attore</strong>, l&#8217;appuntamento autunnale di Tangram Teatro in programma dal 14 al 23 ottobre con attesi ospiti i Premi UBU Saverio La Ruina e Roberto Latini, Michele Di Mauro, GUP Alcaro e Silvia Battaglio: come tradizionale antipasto riferiamo dell&#8217;atteso momento delle selezioni vissuto in un&#8217;intensa giornata con undici giovani professionisti provenienti da ogni angolo d&#8217;Italia. &#8216; proprio questa la principale novità della nuova edizione proposta da Bruno Maria Ferraro ed Ivana Ferri, pensare ad una rassegna sotto forma di prova d&#8217;attore non concentrata esclusivamente sulle realtà del territorio torinese, ma aperta alla partecipazione di attori ed attrici da tutta Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Scelta coraggiosa che, almeno a giudicare dal livello qualitativo dei provini, ha ben ripagato gli organizzatori chiamati a scegliere tra una serie di proposte tanto tra di loro diverse quanto di pregevole valore interpretativo: l&#8217;Accademia Silvio D&#8217;Amico di Roma come la Nico Pepe di Udine, la Scuola del Piccolo Teatro di Milano al pari della bolognese Galante Garrone, passando per le due Scuole Bellini di Napoli, per l&#8217;Accademia Teatrale Veneta o la Civica Paolo Grassi di Milano. Provengono dalle migliori scuole ad oggi attive gli undici candidati, tutti di età compresa tra 25 e 32 anni, cui il programma ha riservato quindici minuti a testa per presentare l&#8217;estratto di un loro spettacolo: quasi tutti testi autografi, ma anche adattamenti da Claudio Magris e Vittorino Andreoli, per una full immersion nella creatività giovanile apprezzabile per il livello di scrittura attento a tematiche di estrema attualità, senza però mai scadere nella banalità e nella retorica.</p>
<p style="text-align: justify;">Testi ed interpreti per l&#8217;ininterrotto succedersi delle prove d&#8217;attore che alla fine premia Ksenija Martinovic, Gabriele Genovese, Chiara Tomei e Angelo Campolo: sono loro i quattro prescelti per la dieci giorni di ottobre quando saranno chiamati a presentare ad un pubblico di appassionati ed addetti ai lavori mezz&#8217;ora del loro monologo. Il quartetto si ridurrà ulteriormente con l&#8217;esibizione più apprezzata scelta per la stagione 2016/2017 del Tangram Teatro nel cui cartellone verrà presentata nella sua totalità di spettacolo.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Roberto Canavesi<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Progetto Residenze Creative</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jun 2016 12:53:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Opportunità]]></category>
		<category><![CDATA[primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Santibriganti Teatro intende valorizzare e sostenere le giovani compagnie italiane, offrendo loro l’occasione di esibirsi al Teatro Civico Garybaldi di Settimo Torinese, nella prossima stagione 2016/2017. Progetto Residenze Creative nasce nel 2008 e ha già dato opportunità a parecchi giovani professionisti di sperimentare “su palco”, in più giornate di lavoro, aspetti interpretativi, messa in scena, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-6283" src="/wp-content/uploads/res2.jpg" alt="res2" width="600" height="332" /></p>
<p style="text-align: justify;">Santibriganti Teatro intende valorizzare e sostenere le giovani compagnie italiane, offrendo loro l’occasione di esibirsi al Teatro Civico Garybaldi di Settimo Torinese, nella prossima stagione 2016/2017.<br />
<strong>Progetto Residenze Creative</strong> nasce nel 2008 e ha già dato opportunità a parecchi giovani professionisti di sperimentare “su palco”, in più giornate di lavoro, aspetti interpretativi, messa in scena, luci, suoni, scenografie, confronti con addetti ai lavori e con il pubblico. Il bando Residenze Creative si inserisce in una continuità progettuale che rivolge una particolare attenzione alle generazioni del futuro e ribadisce la sintonia d’intenti tra Santibriganti Teatro, Città di Settimo Torinese e FondazionECM. Il Progetto Residenze Creative, come è già accaduto negli anni scorsi, sarà inserito a tutti gli effetti nella stagione 2016/2017 Scena Madre curata da Santibriganti Teatro. Nella stagione entrante sarà scelta una compagnia che abbia in serbo un progetto artistico in fieri, un’idea, uno studio, un testo da allestire, un copione incompiuto, un’improvvisazione da maturare, una coreografia abbozzata, un desiderio, qualcosa a cui una residenza creativa in una sala teatrale possa davvero essere utile.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Modalità di partecipazione al bando</strong><br />
&#8211; compagnia professionistica (dotata di agibilità Enpals ed in regola con i permessi Siae) i cui componenti non superino i 35 anni (di età media).<br />
&#8211; spettacolo da presentare in forma di prima assoluta o primo studio o anteprima, venerdì 22 aprile 2017<br />
&#8211; non ci sono vincoli di genere, l’unico limite è quello dell’effettiva novità (perché queste Residenze siano davvero Creative).</p>
<p><strong>Materiale da allegare<br />
</strong>&#8211; documentazione relativa al progetto [schede artistiche e tecniche, materiale drammaturgico, eventuali immagini]</p>
<p><strong>A seguito dell’approvazione</strong></p>
<p>&#8211; curriculum vitae della compagnia e fotocopia carta identità dei suoi componenti<br />
&#8211; copia dello statuto e atto costitutivo<br />
&#8211; dvd e fotografie in 300 dpi adatte alla pubblicazione (di studi o prove o primi piani dei singoli attori)</p>
<p><strong>Condizioni del bando</strong></p>
<p>il contratto prevede:<br />
&#8211; uso gratuito della sala per otto ore lavorative (da lunedì a giovedì ore 9/17), tra prove e debutto, per cinque giorni: da lunedì si svolgono le prove e venerdì alle 21.30 si rappresenta lo spettacolo.<br />
&#8211; la compagnia dovrà dotarsi di un proprio tecnico<br />
&#8211; per la serata di replica gli incassi saranno assegnati alla compagnia al netto dei costi Siae e dell’IVA<br />
&#8211; durante la permanenza in loco vitto e alloggio sono a carico della compagnia (si prevedono convenzioni particolari con ristoranti, alberghi e luoghi di accoglienza della Città)<br />
&#8211; eventuale colloquio precedente alla data della scadenza del bando<br />
-a bando vinto, la compagnia è tenuta ad inserire in tutto il materiale pubblicitario, promozionale, informativo, inerente allo spettacolo prescelto, la dicitura: “Spettacolo realizzato con il sostegno del Progetto Residenze Creative al Garybaldi/Santibriganti Teatro”</p>
<p style="text-align: justify;">Santibriganti Teatro si riserva di valutare le proposte che perverranno <strong>entro il 27 luglio 2016 </strong>via email all’indirizzo <a href="mailto:santibriganti@santibriganti.it">santibriganti@santibriganti.it</a> o in forma cartacea presso gli uffici di via Palestro 9 cap 10024 Moncalieri (TO); per ulteriori informazioni tel. 011.643038 (lu. – ve. 10.30 – 13 / 14 – 18). A tutti sarà risposto; la compagnia selezionata sarà informata entro il 30 luglio 2016 affinché si possa procedere alla stesura del contratto.</p>
<p><strong><a href="/wp-content/uploads/bandoresidcreative2017.pdf" target="_blank"> Scarica il bando in formato pdf</a><br />
</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Sul filo del circo &#124; luglio 2016</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jun 2016 12:47:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Presentazioni]]></category>
		<category><![CDATA[primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Attenzione alla creatività del futuro nella XV edizione del festival internazionale Sul Filo del Circo curato da Cirko Vertigo, imminente al teatro e nello chapiteau del parco Le Serre a Grugliasco dal 1 al 30 luglio 2016, zeppo di debutti nazionali. Il cartellone si divide tra grande e piccolo spazio per accogliere lavori di diverso [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-6278" src="/wp-content/uploads/filo21.jpg" alt="filo2" width="600" height="346" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Attenzione alla creatività del futuro nella XV edizione del festival internazionale <em>Sul Filo del Circo</em> curato da Cirko Vertigo, imminente al teatro e nello chapiteau del parco Le Serre a Grugliasco dal 1 al 30 luglio 2016, zeppo di debutti nazionali. Il cartellone si divide tra grande e piccolo spazio per accogliere lavori di diverso impatto emotivo, infatti lo chapiteau ospita suggestioni più rarefatte e raffinate, come quelle proposte il 14 luglio da <em>Time per We273” </em>della compagnia BlucinQue diretta dalla regista e coreografa Caterina Mochi Sismondi, che era stata sostenuta dal Sistema Teatro Torino con la vittoria al progetto Rigenerazione nel 2009: il gruppo ha cambiato pelle, sperimentando un meticciato d’arti che ha inglobato il circo, ma il suo stile sfizioso resta fervido. Agli interpreti in fieri è dedicato <em>Checkpoint Circus</em> il 6 luglio in teatro: è il consueto premio internazionale per giovani artisti di circo contemporaneo, una sorta di vivace gara-varietà con l’acclamazione del vincitore scelto dal pubblico e da una giuria critica, il quale fruirà di un sostegno alla produzione per partecipare al festival del 2017. Un altro rendez-vous con le nuove leve del circo contemporaneo è fissato il 18 luglio, sempre allo chapiteau, dove si cimentano gli israeliani Lazuz, finalisti all’ultima selezione di Circus Next, in <em>A meeting </em>e il Collettivo Lapso Cirk in <em>11. Il tempo è una linea verticale</em>. Sotto il tendone grande, nell’arco del mese, si esibiranno realtà internazionali curiose e innovative, adatte al grande pubblico, bramoso di puro intrattenimento; tra i tanti, il 22 e 23 luglio il brasiliano Collettivo Na Esquina si cimenta nello spettacolo omonimo e il 25 e 26 luglio i francesi Defracto si esibiscono in <em>Flaque</em>, una pièce di giocoleria che si fonda sulla pregnanza degli errori. Ancora in teatro, il 19 e 20 luglio, i giovani del corso professionale di artisti della scuola Vertigo concludono il percorso biennale con <em>Mardigrà</em> un’opera affidata alla regia di Onofrio Colucci, notissimo clown, allievo di Slava Polunin.<br />
Per dettagli e altre informazioni <a href="http://www.sulfilodelcirco.com">www.sulfilodelcirco.com</a></p>
<p style="text-align: justify;">Maura Sesia</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>Maura Sesia</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sì di Venere, no di Marte</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jun 2016 13:51:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Spettacoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Santibriganti Teatro e la Città di Busca presentano la rassegna Sì di Venere, no di Marte Teatri d’Estate in Piazza della Rossa 2016  un inno all’amore e un rifiuto della violenza. Il centro storico di Busca come palcoscenico. 8 - 15 - 22 luglio.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-6270" src="/wp-content/uploads/gigante.jpg" alt="gigante" width="600" height="339" /></p>
<p><strong>Santibriganti Teatro e la Città di Busca presentano la rassegna Sì di Venere, no di Marte Teatri d’Estate in Piazza della Rossa 2016  un inno all’amore e un rifiuto della violenza. Il centro storico di Busca come palcoscenico.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il mese di luglio, per tre settimane e tre venerdì, nella splendida cornice di Piazza della Rossa in pieno centro storico, Busca presenterà e accoglierà “Sì di Venere, no di Marte” Teatri d’Estate 2016. Un titolo che, echeggiando l’inizio di un famoso proverbio, se ci ricorda semplicemente che gli spettacoli saranno tutti di venerdì, dall’altro si trasforma, mitologicamente e in senso lato, in inno all’amore e rifiuto della violenza. Perché il teatro e lo spettacolo dal vivo tutto, possono avere la capacità di risvegliare corpi animi e coscienze, anche divertendo. Il centro storico di Busca sarà così il palcoscenico di artisti quali teatranti, circensi, comici, in un giocoso happening di festa d’estate. Gli spettacoli saranno ad ingresso libero con la possibilità del cappello finale a discrezione e piacer del pubblico. Inoltre in occasione di due serate di spettacolo avremo la doppia replica: una alle 18.30 prima dell’apericena e una alle 21.30 con il fascino della sera. La manifestazione è realizzata grazie al sostegno della città di Busca.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>venerdi 8 luglio 2016 &#8211; ore 18.30 e ore 21.30</em><br />
<em>Il Circo Puntino</em><br />
<strong>“Effetto caffeina”</strong><br />
di e con Elisa Zanlari ed Andrea Castiglia</p>
<p style="text-align: justify;">Il Circo Puntino vi farà vivere un’esperienza elettrizzante. Ed è proprio l’effetto caffeina la miccia che accende la fantasia, lo stimolo per la creatività. L’inizio di un viaggio dal reale all’onirico, dal piccolo dettaglio al grande impatto. Tazzine volanti e scope danzanti, salti e acrobazie, roulotte che prendono vita e un grande cubo dondolante…tutto cambia e nulla è come già sai! Uno show comico e poetico, in cui ogni oggetto è presentato sotto un’altra luce, tutto si trasforma e ci sorprende, come il sapore corroborante di un caffè.</p>
<p><em>venerdi 15 luglio 2016 &#8211; ore 21.30</em><br />
<em>Gnomiz</em><br />
<strong>“Karmagnomiz”</strong><br />
di e con Franco Bocchio e Stefano Gorno</p>
<p style="text-align: justify;">Una carrellata di personaggi come il santone BabaYoghy e l’adepto BabaBubu, ma anche un viaggio tra lo Jin e lo Jang, tra i perché della vita, alla scoperta del nostro karma, per ridere autoironicamente di quello in cui crediamo e per credere che il karma si può manifestare… anche in una risata! Il tutto condito da un dialogo con il pubblico sempre frizzante e mai volgare, all’insegna di un sano divertimento.</p>
<p><em>venerdi 22 luglio 2016 &#8211; ore 18.30 e ore 21.30</em><br />
<em>Maldimar</em><br />
<strong>“Immaginaria”</strong><br />
di e con Marta Finazzi</p>
<p style="text-align: justify;">Trascinando un baule gigante, fra nuvole di polvere e carte ingiallite dal tempo, Maldimar invita lo spettatore ad entrare nel suo universo, fatto di corde e di nodi, di piccole magie quotidiane, di ingranaggi che non si sa cosa muovano. Acrobazie, che riportano gli adulti allo stupore dei bambini. Sotto e sopra sono solo parole, la gravità non esiste, l’altezza si misura con l’immaginazione. Da bambini, anche quando si è soli, c’è sempre un amico immaginario pronto a giocare con te. La poesia, l&#8217;improvvisazione con il pubblico, l&#8217;acrobatica aerea con corde e una grande marionetta volante sono gli elementi che riempiono questo mondo multicolore.</p>
<p><strong>Informazioni</strong><br />
Santibriganti Teatro &#8211; tel. +39.011.643038 (dal lun. al ven. ore 14-18)<br />
www.santibriganti.it santibriganti@santibriganti.it<br />
Comune di Busca – Biblioteca Civica – tel. +39.0171.948621<br />
(da lun. a giov. ore 15-18 ven. ore 9-12 e 15-18)</p>
<p>www.comune.busca.cn.it</p>
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		<title>La donna che cammina sulle ferite del suoi sogni</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jun 2016 13:36:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una narrazione de visu, strana, rimpallata, a singhiozzo, in faccia al pubblico, che sfonda la quarta parete della sfera privata, che svela particolari di una vita intensa, straordinaria, importante, scegliendo di omaggiare l’arte della fotografia con quella del palcoscenico, uscendo dai cardini di una pièce di prosa per intersecare la tragedia con lo psicodramma, evocando [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-6266" src="/wp-content/uploads/viartisti.png" alt="viartisti" width="600" height="386" /></p>
<p style="text-align: justify;">Una narrazione <em>de visu</em>, strana, rimpallata, a singhiozzo, in faccia al pubblico, che sfonda la quarta parete della sfera privata, che svela particolari di una vita intensa, straordinaria, importante, scegliendo di omaggiare l’arte della fotografia con quella del palcoscenico, uscendo dai cardini di una pièce di prosa per intersecare la tragedia con lo psicodramma, evocando figure emblematiche, che sono o no personaggi reali ma che tutte, ciascuna con il proprio segno, concorrono a comporre un ritratto denso di colori vividi. È un’operazione fuori dall’ordinario <em>La donna che cammina sulle ferite del suoi sogni </em>di Viartisti Teatro in collaborazione con il Festival delle Colline Torinesi 2016, dove lo spettacolo ha debuttato in prima nazionale. Una messinscena incentrata sulla fotoreporter Letizia Battaglia, sull’esistenza e l’opera, sulla fatica di raccontare un mondo, la Palermo grondante sangue di mafia, attraverso alcune tra le più significative fotografie del secolo scorso. E ancora le donne di Letizia, le ribelli, le imbronciate. E soprattutto la donna, lei, cresciuta nella borghesia siciliana, con addosso un destino di moglie e madre e padrona di casa ma costretta a rinunciare agli studi, soffocata nella sua identità dirompente e allora gravemente depressa. Si guarisce con la fuga e con la cura, al nord, con l’amore e il lavoro, che compare e non esce più di scena. Con i compagni di vita ma soprattutto con una compagna fedelissima, la macchina fotografica. E uno sguardo disincantato, profondo, rispettoso, geniale.</p>
<p style="text-align: justify;">Una storia incarnata da un trio d’attori complice e servizievole, in un gioco di immedesimazione e straniamento spinto quasi al paradosso, in un procedere zigzagando tra le emozioni più che appuntando date. Serena Barone, Gloria Liberati, Alberto Valente si sono cimentati con un copione di Riccardo Liberati e Pietra Selva che ha firmato anche la regia, l’allestimento è di Carmelo Giammello, le luci e l’accurata consulenza video, con la suggestiva commistione di immagini immortalate e in movimento, sono di Eleonora Diana.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Maura Sesia</em></p>
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		<title>Monica Bacio</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jun 2016 13:32:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un’autobiografia rimata e ruvida, un inno all’amore tra persone in qualsivoglia accezione. E’ Il lamento, ovvero le lacrime, di Monica Bacio presentato in prima nazionale al Festival delle Colline Torinesi 2016 da parte di Lorenzo Fontana che è autore, attore protagonista e produttore grazie al fundraising, in collaborazione con Fondazione Teatro Piemonte Europa. La litania [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/monica_bacio_600.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-6188" src="/wp-content/uploads/monica_bacio_600.jpg" alt="monica_bacio_600" width="600" height="379" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Un’autobiografia rimata e ruvida, un inno all’amore tra persone in qualsivoglia accezione. E’ <em>Il lamento, ovvero le lacrime, di Monica Bacio </em>presentato in prima nazionale al Festival delle Colline Torinesi 2016 da parte di Lorenzo Fontana che è autore, attore protagonista e produttore grazie al fundraising, in collaborazione con Fondazione Teatro Piemonte Europa. La litania laica e in versi di Fontana, che la incarna, attraverso l’alter ego femmineo di Monica Bacio, narra di sé, dalla culla fino a un certo punto. Monica, nel congedarsi alla fine della pièce, suggerisce, tornando a casa, di baciare i bambini, perché ciascuno ha diritto alla dolcezza di essere amato: una citazione subliminale che innerva di sacralità l’operazione, aggressiva e violenta, grottesca e goliardica, ma che tocca corde affettive, risuonanti all’unanimità. La crescita e la scoperta di sé e della propria identità sessuale sono narrate da Fontana che enuncia il proprio poema in cima a una struttura conica, una tenda o un’ampia gonna, dotata di numerose aperture, ampiamente sfruttate nel corso dell’opera. Se Fontana si distacca da terra declamando forse troppo lentamente e sottolineando con superflua enfasi una partitura da trattare con più ironia e distacco, giù, tra i mortali, si aggira, fisicamente, il suo alter ego, l’ottima Olivia Manescalchi, attrice donna, perfetta nel ruolo di androgino, capace di adesione assoluta a un personaggio ambiguo, che appare ragazzo e poi matura. E bravo collaboratore risulta anche Giancarlo Judica Cordiglia, il quale, oltre ad azionare la gonna-tenda e a manovrare gli oggetti, si manifesta, verso la fine, come omosessuale anziano di rosa vestito, provato, ma non pentito, per la tanta esperienza: il suo ingresso muta l’atmosfera screziandola di scuro, perché in lui si percepisce il peso del tempo e forse di una malattia. Poi le carte si rimescolano, con agnizioni impensate, e il gioco riparte, instillando il piacere della pace. Del volersi bene a prescindere.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Maura Sesia</em></p>
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		<title>1983 Butterfly, anatomia di un amore.</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jun 2016 13:27:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ci sono storie che solo ad ascoltarle sembrano incredibili, tale è il carico di fascino e di mistero che viaggia insieme a loro: è questo il caso che ha accomunato il destino di Bernard Boursicot e Shi Pei Pu, diplomatico francese in servizio all&#8217;ambasciata di Pechino il primo, cantante dell&#8217;Opera Nazionale la seconda, protagonisti di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="/wp-content/uploads/1983-Butterfly-640x330.jpg"><img class="alignnone  wp-image-6258" src="/wp-content/uploads/1983-Butterfly-640x330.jpg" alt="1983-Butterfly-640x330" width="599" height="309" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono storie che solo ad ascoltarle sembrano incredibili, tale è il carico di fascino e di mistero che viaggia insieme a loro: è questo il caso che ha accomunato il destino di Bernard Boursicot e Shi Pei Pu, diplomatico francese in servizio all&#8217;ambasciata di Pechino il primo, cantante dell&#8217;Opera Nazionale la seconda, protagonisti di una vicenda tanto assurda quanto appassionante.  <strong><em>1983 Butterfly, </em></strong>seconda tessera del mosaico Bio graphie  della Piccola Compagnia della Magnolia diretta da Giorgia Cerruti, anche in scena con Davide Giglio, proprio questo racconta, l&#8217;incredibile storia d&#8217;amore lunga due decenni tra un uomo ed una donna creata da un uomo: detto così, ci rendiamo conto, sembra un banale gioco di parole, ma sfogliando le pagine del “romanzo d&#8217;amore” ci si imbatte in un insieme di misteri ed inganni, di intrighi e segreti. Una passione nata quasi per caso, alimentata con incontri clandestini, e spentasi nelle aule di un tribunale dove il dibattito sulle accuse di spionaggio è presto sopraffatto da insane e perverse curiosità. In scena tutto questo prende forma in uno spazio neutro, scatola della memoria per un gioco di specchi con la donna interpretare l&#8217;uomo, e viceversa, che vede Cerruti-Boursicot e Giglio-Shi Pei Pu moderne reincarnazioni dei due protagonisti: gli iniziali approcci e la nascita della passione, la comparsa di un figlio, i giochi di potere tra amore e politica, il rientro in Francia ed il ritorno in Cina per arrivare agli ultimi anni francesi con l&#8217;arresto, il processo, e l&#8217;epilogo di una storia ormai diventata vero e proprio caso diplomatico. Alternando il teatro di parola all&#8217;azione fisica, con tanto di pillole di grottesco grandguignol nella messa in scena delle vicende giudiziarie, Giorgia Cerruti e Davide Giglio riproducono <em>en travesti</em> l&#8217;ambiguità di un racconto riferito con grande umanità, palesando una grande “voglia” di render pubblica una vicenda, diventata anche film e libro di successo, il cui motore pulsante è il desiderio, la voglia di amare, oltre e nonostante ogni limite imposto.<br />
Presentato in prima assoluta al Festival delle Colline Torinesi, <strong><em>1983 Butterfly </em></strong>è un&#8217;inquietante pagina di storia e di vita, indagine sul concetto di identità che propone allo spettatore continue riflessioni sui reali confini di quell&#8217;ingenuità talvolta compagna dell&#8217;agire umano e di cui, inevitabilmente, ne arriva a condizionare gli sviluppi.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Roberto Canavesi</em></p>
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		<title>The children’s world &#124; 22 al 26 giugno</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jun 2016 10:38:05 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Presentazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Si anticipa all’inizio dell’estate rispetto allo scorso anno l’inaugurazione di “The children’s world”, la manifestazione che vede giungere nella nostra città spettacoli dal mondo rivolti a un pubblico di tutte le età. Il progetto, voluto dalla Città di Torino e dalla Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani Onlus con la direzione artistica di Graziano Melano e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-6245" src="/wp-content/uploads/child.jpg" alt="child" width="600" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify;">Si anticipa all’inizio dell’estate rispetto allo scorso anno l’inaugurazione di “The children’s world”, la manifestazione che vede giungere nella nostra città spettacoli dal mondo rivolti a un pubblico di tutte le età. Il progetto, voluto dalla Città di Torino e dalla Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani Onlus con la direzione artistica di Graziano Melano e realizzato in collaborazione con la Fondazione per la Cultura Torino e il sostegno di Intesa Sanpaolo, si svolgerà dal 22 al 26 giugno nelle piazze, nelle vie del centro e in altri quartieri cittadini offrendo 5 giorni di spettacoli di teatro, danza, circo, musica e burattini e, contestualmente, laboratori interattivi di magia, giocoleria, hip-hop, marionette, canzoni e danze. Una grande festa insomma, che nell’agosto dello scorso anno ha visto un’affluenza e un successo di pubblico davvero notevoli e che ora si appresta a raccogliere il medesimo consenso.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante le cinque giornate di manifestazione che prevedono un totale di 30 appuntamenti e che si concluderanno ogni sera con performance e spettacoli ospitati nell’arena all’aperto o nella sala grande della Casa del Teatro Ragazzi e Giovani, si alterneranno Compagnie provenienti da Danimarca, Francia, Kenya, Romania, Spagna, Usa e Italia. In particolare,dalla Danimarca giungerà la Compagnia Batida con lo spettacolo “Gran finale” che vede in scena 9 attori musicisti; dalla Francia gli allievi del Conservatorio di Chambery presenteranno “Un reve de Figaro” tratto da “Le nozze di Figaro”; dal Kenya i Black Blues Brothers si scateneranno in diverse discipline acrobatiche; dalla Romania il principale Teatro di Marionette di Bucaret proporrà la fiaba “La capra e i tre capretti”; dalla Spagna arriverà la mascotte della manifestazione, un pupazzo ambulante alto 6 metri di nome El Mico animato dalla Compagnia catalana Efimer; dagli Usa i Sole Defined presenteranno “Frequency”, una performance di tap dance e body percussion con influenze musicali da tutto il mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">A completare il programma infine, gli spettacoli delle Compagnie nostrane: la Fondazione TRG con “E fiaba sia!” ( viaggio nelle fiabe della tradizione europea colta e popolare) e “Museum flash” ( azioni di teatro di strada ispirate ai musei della Città); momenti di circo e  giocoleria  a cura di Milo &amp; Olivia, di trasformismo con il mago Budinì, di teatro fisico e musicale con Trio Trioche, di rap con Alp King, di teatro di burattini con Marco Grilli e di electrodance con Ben Akadinma. Gli spettacoli e i laboratori all’aperto avranno ingresso gratuito, quelli alla Casa del Teatro Ragazzi e Giovani avranno biglietti d’ingresso a 5 euro ma i bambini sino a 12 anni non pagano.</p>
<p style="text-align: justify;">Ulteriori info su <a href="http://www.casateatroragazzi.it/">www.casateatroragazzi.it</a> e <a href="http://www.inpiemonteintorino.it/">www.inpiemonteintorino.it</a></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Monica Bonetto</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Attorno a Incanti &#8211; 2016 Cantiere</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2016 15:30:36 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Opportunità]]></category>

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		<description><![CDATA[INCANTI Rassegna Internazionale di Teatro di Figura propone il progetto CANTIERE, sezione OFF della rassegna, alla sua quinta edizione. A differenza degli anni passati, il tema di quest&#8217;anno è legato più alla forma che al contenuto infatti CANTIERE 2016 vuole porre l&#8217;attenzione sul possibile rapporto tra cinema e teatro senza focalizzare l&#8217;attenzione su temi e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone  wp-image-6254" src="/wp-content/uploads/xcantiere2016.jpg" alt="xcantiere2016" width="601" height="603" /></p>
<p style="text-align: justify;">INCANTI Rassegna Internazionale di Teatro di Figura propone il <strong>progetto CANTIERE</strong>, sezione OFF della rassegna, alla sua <strong>quinta edizione</strong>.<br />
A differenza degli anni passati, il tema di quest&#8217;anno è legato più alla forma che al contenuto infatti CANTIERE 2016 vuole porre l&#8217;attenzione sul possibile rapporto tra cinema e teatro senza focalizzare l&#8217;attenzione su temi e argomenti ma sull&#8217;utilizzo di una commistione di linguaggi – quelli propri del Teatro di Figura e quelli del Cinema &#8211; e tecniche che appartengono all&#8217;uno e all&#8217;altro (per maggiori dettagli leggere attentamente il bando). Le compagnie interessate a partecipare devono compilare il modulo di richiesta ed elaborare un progetto di spettacolo da inviare direzione artistica entro il <strong>19 Giugno 2016</strong>. Quattro progetti saranno selezionati e potranno essere presentati in forma di studio in una giornata ad essi dedicata. Inoltre una giuria selezionerà uno degli studi presentati il quale riceverà un compenso economico di <strong>€1.000</strong> e sarà inoltre inserito nelle rassegne <strong>L&#8217;altro volto del Teatro</strong> (Cagliari) e <strong>IF OFF</strong> (Milano).</p>
<p><strong>Scadenza per la presentazione di progetti: 26 giugno 2016</strong></p>
<p><strong>informazione: <span id="cloak98452"><a href="mailto:info@festivalincanti.it">info@festivalincanti.it</a></span><br />
</strong><a href="https://drive.google.com/file/d/0ByyLuaQ2vFF-TDExaTFVeHk3OEE/view?usp=sharing" target="_blank"><strong>Bando completo</strong></a><strong><br />
</strong><a href="https://drive.google.com/file/d/0ByyLuaQ2vFF-YUxSTTVjNW5fMGs/view?usp=sharing" target="_blank"><strong>Modulo di richiesta</strong></a></p>
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		<title>Virgilio Sieni e il suo progetto per la Città di Torino</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2016 14:42:11 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Altissima Povertà è un Progetto di Virgilio Sieni per la Città di Torino: “una città a me cara” ha dichiarato il noto coreografo toscano, direttore della Biennale Danza di Venezia. Appuntamento il 30 giugno alle 20.30 o il 1 luglio alle 19.30 e alle 20.30 nella Galleria Grande della Reggia di Venaria per assistere alla [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-6249" src="/wp-content/uploads/altissima_rec.jpg" alt="altissima_rec" width="600" height="314" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>Altissima Povertà</em> è un <em>Progetto di Virgilio Sieni per la Città di Torino</em>: “una città a me cara” ha dichiarato il noto coreografo toscano, direttore della Biennale Danza di Venezia. Appuntamento il 30 giugno alle 20.30 o il 1 luglio alle 19.30 e alle 20.30 nella Galleria Grande della Reggia di Venaria per assistere alla performance modulare, lontanamente ispirata ai Vangeli, firmata da Sieni, con 75 interpreti di età compresa tra i dieci e gli ottantatre anni, amatori e professionisti, coordinati da dieci assistenti danzatori scelti tra i coreografi del territorio tra cui Tommaso Serratore, Aldo Rendina, Aldo Torta, Ornella Balestra, Francesca Cinalli, Paola Colonna, Francesca Cola e musicata dal vivo dal chitarrista Roberto Cecchetto. La messinscena, promossa da <em>La Piattaforma. Nuovo Corpi, Nuovi Sguardi</em> e strutturata da Associazione Didee e Filieradarte, è stata preparata partendo da un bando, attraverso il quale si è formato il corpus dei protagonisti, scelti perché rappresentassero tutte le età dell’uomo; costituito il gruppo si sono tenute numerose sessioni di laboratorio, dislocate in vari quartieri di Torino, intensificate negli ultimi tre mesi di prove: il risultato consta di 13 quadri coreografici, che si svolgono contemporaneamente. Sarà il pubblico a creare il suo personale percorso, della durata di circa 40 minuti, circondando o inoltrandosi tra i danzatori, che intanto agiscono in armonia con l’incantevole spazio architettonico (la Galleria Grande di Venaria è quella detta di Diana, folgorante opera di Filippo Juvarra) e il pavimento a scacchiera, che richiama una colonna vertebrale. Un’esperienza di bellezza, umana e comunitaria, per divulgare la danza a ogni età. Il titolo è mutuato dal libro di Giorgio Agamben <em>Altissima Povertà. Regole monastiche e forme di vita</em>. Un’operazione simile è stata possibile solo grazie alla “grande compartecipazione” ha spiegato Sieni, infatti ha fruito del sostegno di Mibact, Regione Piemonte e Piemonte dal Vivo, Fondazione Via Maestra, Compagnia di San Paolo e Fondazione Crt, Università di Torino e altri soggetti. Per i dettagli lapiattaform.eu</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Maura Sesia</em></p>
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		</item>
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		<title>Bersaglio su Molly Bloom: Joyce secondo i Marcido</title>
		<link>http://comune.sistemateatrotorino.it/?p=6235</link>
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		<pubDate>Tue, 10 May 2016 13:00:58 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Presentazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[A tredici anni di distanza, i Marcido ritornano a dare molteplice voce a Molly Bloom, il cui fluviale monologo occupa l’ultimo capitolo dell’altrettanto fluviale Ulisse. Marco Isidori &#8211; curatore dell’impertinente adattamento, regista e appassionato “direttore d’orchestra” &#8211; e Daniela Dal Cin &#8211; ideatrice dell’imponente e immaginosa struttura scenografica – non ripropongono “filologicamente” lo spettacolo ma, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">A tredici anni di distanza, i Marcido ritornano a dare molteplice voce a Molly Bloom, il cui fluviale monologo occupa l’ultimo capitolo dell’altrettanto fluviale <em>Ulisse</em>. Marco Isidori &#8211; curatore dell’impertinente adattamento, regista e appassionato “direttore d’orchestra” &#8211; e Daniela Dal Cin &#8211; ideatrice dell’imponente e immaginosa struttura scenografica – non ripropongono “filologicamente” lo spettacolo ma, refrattari a un’interpretazione sterilmente museale del proprio originalissimo linguaggio teatrale, lo rileggono e lo reinventano. Una scelta dettata certo dal mutato e ridotto cast – del folto gruppo di attori che andarono in scena allora ritroviamo Maria Luisa Abate e Paolo Oricco, affiancati da sei “giovani leve” dei Marcido &#8211;  e dagli inevitabili scarti intervenuti a modificare, magari quasi impercettibilmente, la peculiare drammaturgia elaborata dalla compagnia torinese. Il palcoscenico del Gobetti, dunque, ospita nuovamente la “grande conchiglia di Molly Bloom”: una maestosa struttura che ricorda le facciate dei teatri di varietà, e la somiglianza è acuita dalle luci che ne rimarcano i margini esterni e le suddivisioni strutturali interne, piccoli loculi a vista dentro i quali sono letteralmente “imprigionati” da nastri bianchi gli attori, in completo altrettanto candido e capelli lisciati dalla brillantina. Al centro della “conchiglia”, col volto in parte coperto da biacca e trucco pesante sugli occhi, c’è Maria Luisa Abate, Molly Bloom numero uno ma anche corifea di questo vero e proprio concerto su e per l’”eroina” di Joyce. Il monologo è frammentato per essere pronunciato e agito da ognuno degli attori che, non soltanto assumono – per turni brevissimi  &#8211; le veci di Molly, ma chiosano con gesti ed espressioni rigorosamente anti-naturalistici quanto viene pronunciato, assecondando le precise indicazioni di Isidori che, debitamente armato di bacchetta, ai piedi del palco, di fronte a un ampio leggio, detta il ritmo di questa non-narrazione/concerto. Il risultato è un irreverente, ironico melologo che ben reinterpreta la grottesca e frustrata disperazione di Molly, suggellandola con la gioiosa esplosione finale di <em>Granada</em>, cantata e suonata – gli strumenti vengono velocemente passati dalla stessa Dal Cin e da una pronta assistente – dagli attori, alla fine liberatisi dai nastri così come dalla stucchevole infelicità della signora Bloom.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Laura Bevione</em></p>
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